facebook

La traduzione collaborativa: approcci e prospettive

Responsabile: Francesco Laurenti

Anno 2020

La traduzione collaborativa è declinabile in una moltitudine di forme, tante delle quali ancora poco esplorate, e una nuova consapevolezza al riguardo può condurre oggi a “riaprire” questioni come la nozione di testo e il rapporto tra gli aspetti estetici e i fini comunicativi di una traduzione; la pluralità delle interpretazioni possibili di un’opera e la messa in discussione della figura del traduttore unico; lo statuto della voce del traduttore e il concetto di autorialità; e anche le nozioni di “saper fare” e “conoscenza” rapportate alla figura del traduttore.

Si tratta di una serie di aspetti che, se esplorati attraverso la lente della collaborazione, possono risultare utili per comprendere, ed eventualmente indirizzare, le recenti prospettive generate dai nuovi spazi di lavoro modificati dall’informatizzazione

L’indagine odierna dei translation studies nei confronti delle traduzioni condotte collaborativamente nel corso della storia potrebbe infatti contribuire a comprendere meglio i diversi processi e le pratiche nell’attuale mercato globale delle traduzioni, e una consapevolezza sull’intrinseca pluralità che ha caratterizzato la pratica del tradurre sin dalle origini si rivela oggi fondamentale per interpretare, ed eventualmente indirizzare, la “svolta collaborativa” che sta dietro a certi flussi di traduzioni su scala globale.

Le indagini di ampio respiro rivolte alle pratiche plurali del tradurre, che nelle storie della traduzione sono restate a lungo tendenzialmente isolate, hanno iniziato solo di recente a manifestare un interesse per certe attività condivise. Ma la traduzione collaborativa rimane ancora l’oggetto di un’indagine che è stata in più sedi auspicata piuttosto che veramente avviata.

Oggi, il mercato globale delle lingue presuppone che sia rimodellata la suddivisione del lavoro di traduzione e, per quanto molte agenzie rimangano ancora legate a un approccio fondato sui tre momenti consecutivi della traduzione, dell’editing e della revisione, questo modello rimarrà presto ancorato al passato, e nell’immediato futuro dovrà lasciare spazio al lavoro delle ‘comunità’ di traduttori.

Un modello alternativo per l’immediato futuro, parzialmente adottato già da alcune delle maggiori agenzie di traduzione internazionali, è quello definito con l’acronimo PCTP: “Pianifica”, “Coordina”, “Traduci” e “Pubblica” (Beninatto e De Palma). Si tratta nella pratica del ricorso a “comunità” di traduttori che lavorano insieme a un determinato progetto con strumenti tecnologici che offrono la possibilità di gestire le traduzioni attraverso gateway basati sul web e che permettono la collaborazione attraverso una serie di moduli in grado di ottimizzarne la produttività.

L’impatto che l’avvento delle nuove tecnologie ha avuto sulle pratiche del tradurre è stato profondo ed ha contribuito a ridisegnarne alcune nella direzione di una condivisione facilitata dalla natura partecipatoria e interattiva del web.

Tali cambiamenti fanno sorgere nuovi interrogativi con riferimento a queste pratiche, se si considera che non è ad oggi neanche chiaro quanto esse siano effettivamente diffuse.

Bisogna innanzitutto comprendere, e accettare, che presto sarà troppo riduttivo parlare genericamente di ‘traduttore’ e che bisognerà invece pensare al lavoro del traduttore come a quello di un’equipe formata da team manager e capi unità, da coordinatori di equipe e terminologisti, da consulenti supervisori e da esperti, infine, che risponderanno in tempo reale ai dubbi dei traduttori.

In un tale scenario, i traduttori svolgeranno il proprio lavoro solo se saranno in grado di farsi accettare dalle ‘comunità’ con le quali si troveranno a collaborare nei progetti di traduzione, e solo se accetteranno e saranno pronti a collaborare con queste.

Una delle caratteristiche principali di questa ricerca è l’interdisciplinarità dell’approccio organicamente organizzato con riferimento all’ambito d’indagine.

Tutti i partecipanti al gruppo di ricerca sono studiosi di specifiche discipline con un comune interesse per la ricerca riferita alla pratica della traduzione.

Attraverso la propria eterogeneità, i membri del gruppo di ricerca giungeranno a conclusioni che saranno il risultato di un’indagine condotta da più prospettive e in stretta sinergia.

La ricerca si svilupperà secondo le prospettive d’indagine sottoindicate (potenzialmente integrabili con altre nel corso della ricerca).

I partecipanti alla ricerca condivideranno l’indagine su alcuni tra i seguenti ambiti:

  • Testi plurilingue (come forma di collaborazione)
  • Traduzioni collaborative nella storia (letterarie, scientifiche, specialistiche)
  • Traduzioni collaborative “autore-traduttore”
  • Collaborazione e nuove tecnologie
  • Traduzione editoriale e revisione collaborativa (traduttori, editori, revisori, correttori di bozze)
  • Team di traduzione tecnico-specialistica (committenti, project manager, terminologi, traduttori…)
  • “Scuole” di traduzione e collaborazione (Scuola di Bagdad’, ‘Scuola di Salerno’ ‘Scuola di Toledo)
  • «Binomi» traduttivi e co-traduzione
  • Traduzioni di «gruppo» e co-traduzioni
  • La ritraduzione come forma di co-traduzione
  • Traduzioni da lingue “ponte” come forma di collaborazione
  • Workshop di traduzione e traduzioni collaborative
  • Traduzione collaborativa e nuove tecnologie (crowdsourcing)
  • “Collaborazione” traduttore umano-supporto tecnologico 
  • Teoria della traduzione collaborativa e Translation Studies
  • Traduzione audiovisiva e collaborazione
  • Traduzione orale (interpretazione) e collaborazione
  • Funsubbing e collaborazione
  • Socialnetworks e traduzione collaborativa
  • Traduzione intersemiotica e collaborazione autore-“traduttore”
  • Traduzione teatrale e collaborazione
  • Lavoro di équipe e traduzione specialistica
  • Comunità di traduttori e lingue minoritarie
  • Prospettive future della traduzione collaborativa

Gli approcci metodologici e la differenziazione disciplinare dei settori scientifici interessati vogliono rappresentare una garanzia e un valore aggiunto per il raggiungimento degli obiettivi proposti.


EVENTI

  • Laura Gilli: Natura ibrida del testo letterario tradotto. Il paratesto come spazio di collaborazione tra editore, autore e traduttore (Seminario presso Università IULM, 29 marzo 2021)


FINANZIAMENTI

La ricerca sarà realizzata col finanziamento dalla Libera Università di Lingue e Comunicazione IULM di Milano (Dipartimento di Studi Umanistici) e cofinanziata dall’Institut de Recherche en Langues et Littératures Européennes (ILLE) dell’Université de Haute-Alsace di Mulhouse.

BIBLIOGRAFIA TRADUZIONE COLLABORATIVA

Scarica la bibliografia

CALL FOR PAPERS

In allestimento

PUBBLICAZIONI

J. London, L’apostata, a c. di F. Pedone e S. Sacchini (traduzione degli allievi del Liceo “Da Vinci” di Civitanova Marche), Giaconi Editore, Recanati, 2021.