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Il teatro: un anno dopo...

Cultura - 29 aprile 2021

In un appassionato editoriale la Prof.ssa Martina Treu parla della riapertura dei teatri, evento per cui ognuno di noi non può che dirsi lieto. Ma cosa succederà "dopo"?

«Dove eravate, e cosa facevate, il 22 febbraio 2020? Qualcuno lo ha dimenticato? Io ero in teatro: nel pomeriggio traducevo le Rane di Aristofane, alle prove col regista Marco Cacciola, in Sala Fontana a Milano, in previsione del debutto previsto per il maggio 2020». Comincia così l'articolo che la Prof.ssa Martina Treu, che in IULM insegna Arti e drammaturgia del mondo classico, ha dedicato alla tanto attesa riapertura dei teatri. Come molte altre forme artistiche, il teatro ha sofferto e soffre conseguenze terribili per effetto della pandemia. Le istituzioni teatrali hanno reagito al vero e proprio cataclisma che si è abbattuto su di esse cercando, per quanto possibile, di adeguarsi a modalità alternative di comunicazione e rappresentazione, ma è innegabile che il teatro vive nello spazio della messa in scena, nella passionalità della performance, nella magia di un hic et nunc mai ripetibile e mai uguale a sé stesso. Nel suo elaborato e approfondito articolo pubblicato sul quotidiano "Domani" Martina Treu si sofferma su molteplici temi riguardanti il presente, ma soprattutto il futuro del teatro. 

L'autrice si sofferma su quelli che sono stati i momenti più bui  purtroppo non ancora completamente finiti  con queste parole: « Giù il sipario nei teatri, chiuse le porte di cinema, arene e locali di musica dal vivo, sale da concerto e da ballo. In pochi, e per breve tempo, hanno riaperto. Ci sono stati appelli, manifestazioni, trasmissioni online e in tv. I lavoratori dello spettacolo hanno chiesto di essere riconosciuti come essenziali, di riaprire i teatri come le chiese, perché il teatro è un rito collettivo. Ma per molti mesi quelle porte, a parte poche eccezioni, sono rimaste chiuse. Si sono riaperte simbolicamente la sera del 22 febbraio 2021, per l’iniziativa “Facciamo luce sul teatro” organizzata da Unita – Unione nazionale interpreti teatro e audiovisivo: per poche ore si sono illuminati palchi e foyer, organizzati incontri, letture, recite a distanza, raccolti i messaggi di un pubblico fedele e affezionato che di quei luoghi, riti e persone sente dolorosamente la mancanza, ed è ricambiato».  

Martina Treu racconta poi della figura del classicista e regista teatrale statunitense Bryan Doerries, che la professoressa ha intervistato per una rubrica di RadioIULM: «Dal 2009 — prosegue l'articolo — la sua missione, ispirata da una tragedia personale, è aiutare con il teatro chi soffre, specialmente per effetto di traumi o violenze: vittime di guerra e di tortura, militari in preda al cosiddetto stress post traumatico (Ptsd), a rischio depressione e suicidio, e potenziali minacce per i loro familiari. Doerries, vincendo le iniziali resistenze, ha fatto di necessità virtù: ha organizzato letture sceniche gratuite di drammi classici in streaming, introdotte da lui e seguite da dibattiti con ospiti di rilievo o gente comune, ma fortemente coinvolta. Ha via via reclutato attori di teatro e cinema di fama mondiale, raggiungendo un pubblico globale in continua espansione: molte migliaia di persone collegate in contemporanea da ogni parte del mondo». Una delle "strategie di sopravvivenza" dell'arte teatrale nell'epoca del Covid-19 che dimostra come, anche lontano dai suoi luoghi deputati, il teatro conservi il suo fascino e la sua vitalità. 

Nell'ultima sezione del suo editoriale, la Prof.ssa Treu affonta il tema del "dopo". Queste sono le sue conclusioni: «Non basta riaprire, bisogna riformare l’intero sistema, permettere a chi lavora in teatro – e nello spettacolo dal vivo – non solo di sopravvivere, ma di vivere pienamente, davvero, e condividere la propria arte. Per il bene loro, nostro, e dell’intero paese. Se non ora, quando?» Interrogativo più che necessario, perché non succeda, come spesso nel nostro Paese, che "passata la tempesta" ci si dimentichi di tutto questo: occorre intervenire a livello legislativo e subito.

Potete leggere l'accorato articolo nella sua integrità a questo link