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Milano come l'Araba Fenice

Cultura - 03 settembre 2020

In un articolo su Il Giorno la Prof.ssa Maria Angela Polesana racconta il futuro di Milano nel post pandemia.

Le città d’arte sono state tra le più colpite quest’estate dall’onda d’urto della pandemia. Venezia, Roma, Firenze, Milano e Torino mai così vuote come quest’estate. Lo conferma anche Maria Angela Polesana  la professoressa IULM di Sociologia del Turismo e dei Media - nel suo articolo Milano Araba Fenice: sarà più forte, uscito questa mattina su Il Giorno. “Gli italiani hanno preferito i piccoli borghi, le località balneari, o di montagna, alle città. Hanno preferito i ritmi lenti, il contatto con la natura, alla vita "accelerata" della città. Hanno conosciuto un tempo diverso, costretto a decelerare, durante il lockdown, sottraendosi ai ritmi delle società ipermoderne caratterizzate da una condizione esistenziale di simultaneità che obbliga gli individui a essere sempre attivi e connessi.”
Milano, in particolare, città del fare, città del profitto, città dai mille eventi, si è ritrovata “a vivere una condizione di sospensione rispetto alla sua consueta velocità". Tuttavia, come spiega la professoressa, sospensione significa "pausa” ovvero l'interruzione di un'azione per raccogliere le idee, o le forze, per poi ripartire.

È proprio questo che sta accadendo alla nostra città. Milano si sta ridisegnando, in un’ottica sempre più sostenibile, più attenta alle esigenze di un nuovo turista slow che già prima di della pandemia manifestava “un forte desiderio di autenticità, di rispetto delle comunità locali e dell'ambiente.” Il futuro richiederà nuove figure professionali che, grazie alla formazione adeguata, sapranno “guardare alla società interpretandone con efficacia i mutamenti al fine di costruire esperienze sintonizzate con lo spirito del tempo.