facebook

Gianni Canova ricorda Morricone

Cultura - 08 luglio 2020

Gianni Canova ricorda il Maestro Ennio Morricone in un'intervista a Rtl 102.5. Guarda il video.


“Forse soltanto la morte di Federico Fellini aveva suscitato un’emozione così forte, intensa e condivisa. Ieri sui social non si parlava d’altro, sono arrivati messaggi pieni di affetto, emozione e gratitudine per quest’uomo che, con la musica, ci ha fatto sentire l’anima del mondo, non solo l’anima del cinema”.

Così Gianni Canova, critico cinematografico e Rettore IULM, ha commentato la scomparsa di Ennio Morricone in un’intervista su Rtl 102.5.
"Ennio Morricone è uno di quei rari artisti che è riuscito a parlare a tutti, senza distinzione di cultura, censo, classe o ceto sociale. La cosa che trovo più affascinante in Morricone – afferma Canova - è che riusciva, un po’ come Totò, ad essere aristocratico, raffinatissimo e allo stesso tempo così democratico e popolare. Si è formato nella grande tradizione della musica colta Novecentesca, studiando Stockhausen, Stravinskij, Petrassi e John Cage, ma è stato in grado di prendere le avanguardie del Novecento e renderle pop, facendole capire a tutti e trasferendole dentro alle colonne sonore del suo cinema. Ha fatto sì che le grandi conquiste e sperimentazioni della musica contemporanea diventassero patrimonio di tutti”.

Impossibile dire quale sia il tema musicale più bello e celebre di Ennio Morricone. Uno dei più poetici e noti a tutti è senza dubbio è il tema di “Mission”, dove si nota proprio questa commistione tra la partitura classica e una melodia più pop e accessibile. “È una delle partiture più straordinarie che ci abbia lasciato. Aggiungerei anche ‘C’era una volta in America’, chi non si è sentito struggere ascoltando il tema di Debora?”, ha affermato Canova.

Morricone ha reinventato l’idea stessa di colonna sonora “ha trasformato in musica i suoni del mondo”, usando per esempio il suono di un martello che picchia, di una goccia che cade, l’ululato di un coyote o un fischietto. “Pochi altri musicisti lo hanno fatto; Tarantino ad esempio disse che Morricone ha la statura di Mozart e Beethoven. Se andiamo a vedere la quantità di ricerca che ha fatto sulla musica, è impressionante la sperimentazione”.

L’intervista si chiude con un ricordo personale del nostro Rettore. “Conobbi personalmente Morricone in occasione della laurea honoris causa che abbiamo dato in IULM a Tornatore. Il Maestro fece agli Arcimboldi un concerto dedicato. In quell’occasione, ho avuto modo di apprezzarne l’eleganza, l’affabilità, la cultura e la discrezione. […] Di lui mi colpì molto la sintonia e la complicità intellettuale che aveva non soltanto con Tornatore, ma con tutti i registi con cui ha collaborato”.