L’innovazione tecnologica, i cambiamenti nel mercato del lavoro e le nuove sfide legate alla sostenibilità stanno ridefinendo il profilo dei professionisti della meeting industry. È quanto emerge dalla ricerca realizzata dall’Università IULM per conto di ENIT e Federcongressi & Eventi, presentata alla BIT di Milano.
Lo studio evidenzia come le imprese del settore considerino prioritarie le competenze digitali e di analisi dei dati: il 77% dei rispondenti ritiene strategico rafforzare le competenze negli strumenti digitali e il 70% nella data analytics. In questo scenario, l’intelligenza artificiale generativa è già ampiamente diffusa e utilizzata quotidianamente dal 44% delle aziende, mentre applicazioni più avanzate risultano ancora in fase di sviluppo.
Parallelamente cresce l’attenzione alla sostenibilità, considerata molto importante dal 34% delle imprese e già presidiata da figure dedicate nel 44% delle aziende. Restano tuttavia margini di sviluppo nelle competenze legate alla misurazione dell’impatto, al reporting e alla compliance normativa.
La ricerca mette inoltre in luce la crescente centralità delle competenze trasversali, in particolare: (i) leadership e gestione dei collaboratori (51%); gestione delle relazioni con gli stakeholder (42%); negoziazione commerciale (41%).
Tra le principali sfide del settore emerge anche la difficoltà ad attrarre e trattenere giovani talenti, spesso legata a carichi di lavoro elevati, aspettative disattese e limitate prospettive di crescita. Percorsi formativi mirati, insieme ad una narrazione più autentica sul mondo degli eventi che integri passione e impegno, possono giocare un ruolo chiave nell’attrazione di talenti.
Alla luce di queste trasformazioni, Università IULM, Federcongressi & Eventi ed ENIT lavorano allo sviluppo di percorsi formativi mirati, con l’obiettivo di supportare l’evoluzione delle professionalità del settore e rafforzarne la competitività.