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La questione brasiliana

Cultura - 08 luglio 2020

La positività al Coronavirus del premier Bolsonaro ha riacceso le polemiche sulla discutibile gestione della pandemia in Brasile. Ascolta l’intervista di Azzurra Meringolo al Professore Massimo De Giuseppe per il Giornale Radio di Radio Rai 3.


Una delle dinamiche più particolari in Brasile – spiega il professore IULM di Storia contemporanea Massimo De Giuseppe - riguarda proprio l’assenza di misure di contenimento del virus. Tra aprile e maggio hanno sostituito addirittura 3 ministri della salute. La politica brasiliana è stata caratterizzata dalla ricerca di ricette improbabili che hanno introdotto un elemento teologico più che scientifico andando a ricercare l’appoggio dei gruppi più radicali neopentecostali

In America Latina e Caraibi sono stati contati, dall’inizio della pandemia, oltre 2 milioni di casi. A contribuire pesantemente al bilancio oltre al Brasile, con circa la metà dei contagi di tutta l'area e 50mila morti, il Perù che, con oltre 240 mila casi, è il secondo Paese in America Latina e il sesto in tutto il mondo. A seguire Cile, Messico, Ecuador, Colombia, Argentina, Repubblica Dominicana e Panama.

“In Cile da subito sono state prese misure anti pandemiche, eppure la situazione è drammatica. In questo Paese più che altrove si evidenzia un enorme distanziamento sociale tra le aree più ricche del paese – che hanno bassi tassi di contagio - e quelle più povere che sono state decimate dal coronavirus. Emerge ancora una volta - con tutta la sua forza distruttrice - la questione sudamericana contraddistinta da una gestione del sistema di salute totalmente asimmetrico e un welfare che necessita di essere completamente ricostruito.”