Quale futuro attende il turismo dopo il 2030? È una delle domande affrontate da Anna Scuttari, professoressa di Tourism Data Analysis dell'Università IULM, nell'ambito del Futures Summit South Tyrol 2026, evento internazionale dedicato alle sfide e alle trasformazioni di lungo periodo, che si è tenuto lo scorso 11 e 12 giugno, con il contributo del Direttore della Sezione Turismo Sostenibile di UN Tourism .
Secondo Scuttari, il settore turistico continua oggi a essere guidato principalmente da logiche di crescita economica ed efficienza, mentre comunità locali, lavoratori e ambiente restano spesso ai margini dei processi decisionali.
«Per anni il successo delle destinazioni è stato misurato soprattutto attraverso indicatori come arrivi e presenze. Oggi è necessario affiancare a questi parametri nuove metriche capaci di valutare il benessere delle comunità, la qualità della vita dei residenti e la capacità dei territori di rigenerarsi nel tempo», osserva la professoressa.
Tra le trasformazioni in atto emerge anche una ridefinizione del concetto stesso di turismo. Fenomeni come il turismo di prossimità, le staycation, i soggiorni prolungati e il nomadismo digitale stanno infatti rendendo sempre più sfumati i confini tra viaggio, lavoro e vita quotidiana, favorendo forme di relazione più profonde con i territori.
«Trasformare l'attuale modello turistico significa creare le condizioni per uno scambio stabile e un trasferimento di competenze tra gli innovatori, dando vita a una vera e propria rete di pionieri», spiega Scuttari. «Allo stesso tempo, bisogna agire sulle condizioni strutturali che possono facilitare il cambiamento. Ad esempio, l'ascesa del nomadismo digitale e l'aumento dei costi dei voli stanno già incentivando un passaggio dal turismo internazionale tradizionale a una forma di turismo diverso, guidata dalla permanenza prolungata, che valorizza la condivisione di spazi e tempi più lunghi all'interno di una destinazione».
Guardando oltre l'Agenda ONU 2030, Scuttari individua due grandi sfide per il settore: la decarbonizzazione delle attività turistiche e l'adattamento ai cambiamenti climatici. In questo scenario, il turismo del futuro dovrà evolvere da modello prevalentemente "estrattivo" a sistema "rigenerativo", capace di generare valore non solo economico, ma anche sociale e ambientale per le comunità che lo ospitano.