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Shopping online e neuromarketing

Comunicazione - 27 novembre 2020

Nel giorno del black Friday, proponiamo una riflessione del Professor Vincenzo Russo sul tema dello shopping online affrontato dal punto di vista del neuromarketing.

Il lockdown sta ovviamente aggravando la crisi del commercio tradizionale e nelle ultime settimane si sono moltiplicati gli appelli contro gli acquisti online. Gli e-commerce infatti stanno ottenendo enormi benefici dalla situazione creata dal Covid perché la maggioranza degli acquisti degli italiani sono stati trasferiti dai negozi fisici al web. Se da un lato i consumi potrebbero beneficiare dello shopping online, dall'altro questo potrebbe essere un danno enorme per il commercio al dettaglio tradizionale. In Francia ambientalisti, politici e personalità del mondo della cultura, si sono uniti in una petizione per impegnarsi a non comprare i regali di Natale online. 

Anche in Italia in molti hanno appoggiato l'iniziativa francese. L'argomento è stato approfondito dal in una puntata di Ogni Mattina su Tv 8 dove è intervenuto Vincenzo Russo, Professore IULM di Psicologia dei Consumi e Neuromarketing e Direttore del Centro di Ricerca Behavior and Brain Lab, che ha risposto alla domanda: “Il commercio online è davvero più comodo?"

Il Prof. Russo ha spiegato che –“dal punto di vista del neuromarketing, se un sito è progettato per attirare quella parte del nostro cervello più soggetta alla dimensione del desiderio, il gioco è fatto.” Immagini molto grandi del prodotto, il prezzo messo alla giusta distanza rispetto alla foto, la facilità di raggiungere il pulsante del carrello e la semplicità dell’operazione di pagamento, rendono sempre più attrattivo (e impulsivo) lo shopping online rispetto a quello tradizionale.

Quello che colpisce di tutto questo periodo – precisa il Professore - è che la voglia di boicottare gli acquisti online è perfettamente in linea con quello che stiamo registrando dal punto di vista valoriale.” La crisi che stiamo vivendo infatti sta radicalizzando quei valori che erano già emersi durante la crisi economica del 2008 come, per esempio, la ricerca dell’autenticità e di tutto ciò che è semplice, sobrio e naturale. “Questi valori fanno sì che l’interlocutore più importante per i consumatori possa essere proprio il piccolo negozio al dettaglio, che purtroppo però in un periodo come questo o è chiuso o non è facilmente raggiungibile

Per approfondire guarda l'intervista completa a questo link.