Il riconoscimento celebra l'approccio pluri- e transdisciplinare del filosofo, tra i massimi esponenti del pensiero della complessità.
Nella motivazione si sottolinea come la sua visione offra un quadro epistemologico essenziale per integrare le diverse dimensioni della bioetica – medica, ambientale, animale – e per elaborare una bioetica globale, fondata sulla consapevolezza della rete di relazioni che lega tutti gli esseri viventi:
«Riconoscerci come comunità di destino terrestre – si legge – ci richiama a una responsabilità morale planetaria», con un invito alla resistenza contro il dogmatismo e alla costruzione di spazi di fraternità e pensiero creativo.
Durante la Lectio Magistralis con cui ha ritirato il premio, il prof. Ceruti ha parlato della necessità di un cambio di paradigma educativo per affrontare la crescente complessità del mondo: «Viviamo una profonda crisi cognitiva: più il mondo si fa complesso, più cresce la tentazione della semplificazione. Serve una nuova Paideia per abitare consapevolmente la complessità del nostro tempo».
Al professor Mauro Ceruti le congratulazioni di tutta l’Università per il riconoscimento ricevuto.
Leggi qui l'intervista al Prof. Ceruti sull'"Eco di Bergamo"