Osservatorio Retail e convivenza generazionale: la nuova ricerca IULM per Confimprese

Ricerca - 13 maggio 2026

Presentata la ricerca "Testa e gambe" che analizza le dinamiche tra giovani e senior nei punti vendita italiani per trasformare la pluralità anagrafica in vantaggio organizzativo.

In un contesto demografico caratterizzato da un progressivo invecchiamento della popolazione e da un tasso di natalità ai minimi storici, il settore del retail italiano si conferma un laboratorio privilegiato per osservare il cambiamento sociale. Durante il convegno "Retail & People" organizzato da Confimprese,con cui l’Università IULM intrattiene da anni un rapporto consolidato sui temi del retail, è stata presentata in esclusiva una ricerca curata dall’Osservatorio Retail Brand Communication dell’Università IULM, intitolata "Testa e gambe: far collaborare giovani e senior nel retail italiano".

Lo studio, condotto dal Prof. Francesco Massara e dal Dott. Meysam Salimi, ha coinvolto un campione di oltre 2.200 lavoratori del settore tra addetti alle vendite, responsabili di negozio e capireparto. L'obiettivo dell'indagine è rispondere a una sfida manageriale cruciale per il prossimo decennio: non solo attrarre nuovi talenti, ma anche promuovere una collaborazione efficace tra diverse generazioni che operano fianco a fianco nello stesso ambiente di lavoro.


Le leve della collaborazione

La ricerca identifica cinque "leve di job design" fondamentali per favorire l'inclusività e la sinergia intergenerazionale:

  • Feedback strutturato: È la leva con l'impatto più alto. Chi riceve valutazioni chiare collabora con i colleghi di altre fasce d’età con una frequenza superiore del 27%. Lo studio evidenzia la necessità di calibrare questa importante forma di comunicazione: i senior rispondono meglio a indicazioni tecniche e puntuali (+35% di propensione alla collaborazione), mentre gli under 44 traggono beneficio dal riconoscimento relazionale.
  • Autonomia decisionale: Si scopre essere non solo una leva di efficienza organizzativa, ma anche di clima, incidendo profondamente sulla percezione di inclusione (+42%). Permettere ai lavoratori di decidere tempi e metodi delle proprie mansioni e crea un clima in cui l'età smette di essere percepita come un ostacolo.
  • Senso del lavoro: Una leva universale che agisce allo stesso modo su ogni fascia anagrafica, aumentando la collaborazione del 33% quando l'impatto della propria attività sul cliente e sul punto vendita è comunicato chiaramente.  Per metterla in pratica, occorrono leadership e visione.
  • Varietà dei compiti: Funziona soprattutto sui giovani (under 44). Alternare diverse mansioni — come cassa, riassortimento e vendita — crea occasioni naturali di incontro e scambio di competenze tra figure junior e senior.
  • Ownership end-to-end: L'affidamento di interi processi può essere un'arma a doppio taglio; se per i giovani è uno stimolo, per i senior "storici" va gestito con attenzione per evitare chiusure territoriali, favorendo piuttosto ruoli di supervisione o rotazioni di scenario.


Verso un modello più inclusivo

Come sottolineato dal Presidente di Confimprese Mario Resca, la sfida per la distribuzione moderna risiede nella qualità delle organizzazioni e nella trasparenza. In un Paese dove l'età media è di 46,9 anni, trasformare la pluralità generazionale da fattore di frizione a infrastruttura di crescita è decisivo per la competitività del sistema.

"Non basta gestire le differenze," conclude il Prof. Francesco Massara, "bisogna progettare il lavoro perché queste diventino sinergie". La ricerca dell'Osservatorio IULM fornisce alle imprese del settore gli strumenti operativi per valorizzare l'esperienza dei senior e l'energia dei giovani, superando gli stereotipi e puntando su una crescita sostenibile del capitale umano.