facebook

La moda secondo Stefano Mortari

Università - Data pubblicazione 19 maggio 2021 - Data evento 20 maggio 2021

In un’intervista rilasciata all’Università, lo stilista ha parlato di sostenibilità, di Made in Italy, di inclusività, di importanza della formazione e di nuove possibilità occupazionali nel settore moda.

Stefano Mortari, stilista e fondatore del brand omonimo di abbigliamento femminile, è ospite in questi giorni in IULM in occasione della vendita straordinaria delle sue creazioni, che si terrà fino al 22 maggio al The Bridge di IULM Open Space e il cui ricavato verrà devoluto in borse di studio destinate agli studenti del Corso di laurea in Moda e Industrie Creative.

In un’intervista rilasciata all’Università, lo stilista si è espresso sui temi della sostenibilità, del Made in Italy, dell’inclusività, dell’importanza della formazione e delle nuove possibilità occupazionali per i giovani che desiderano intraprendere un percorso professionale nel settore moda.

Ci può descrivere brevemente il percorso che lo ha portato a creare la sua casa di moda?

Credo sia stato un percorso segnato da una serie di fortunate coincidenze, meravigliosi incontri e opportunità colte al momento giusto. Per parte mia, ci ho messo la passione e una grande capacità di lavoro, senza tregua ma sempre con il gusto del divertimento e un senso giocoso della mia professione. Il tutto nasce dalle prime sperimentazioni giovanili su accessori e T-shirt. Mi sono poi specializzato sulla maglieria, acquisendo competenze sempre più specialistiche. Poi è subentrata la voglia di crescere, di affrontare nuove sfide e di sviluppare un percorso creativo più completo verso una collezione total look. Non ho mai considerato la "Stefano Mortari" una casa di moda o una "maison", mi interessa di più un discorso concreto sul prodotto con grande attenzione al mercato. Non ho però mai abdicato alle mie convinzioni estetiche e alle preferenze per gli influssi nordici e giapponesi ibridati con la storia, l'arte e il costume del nostro Paese.

Anche la moda, come molti altri settori imprenditoriali, si è sempre più sensibilizzata, in tempi recenti, rispetto a temi di stringente attualità come la sostenibilità, la sobrietà e l'inclusività. Come si pone la sua azienda rispetto a questi argomenti?

Certamente la moda ha avuto un ruolo pionieristico sul tema dell'inclusività, intesa nel senso più completo e pro-attivo rispetto alla semplice diversità. I messaggi della moda su questo tema sono stati cruciali per l'avanzamento culturale e sociale e sono certamente connaturati ad un settore abituato per sua natura a giocare con le sfumature, con i sottointesi e con i significati più nascosti. Al contrario, credo che la moda abbia per molto tempo avuto un atteggiamento ambivalente e poco attento al tema della sostenibilità ambientale e sociale. In effetti, il concetto stesso di sobrietà è forse la chiave di lettura che è mancata per comprendere le nuove istanze e sensibilità che si stavano radicando, attente a valori e stili di vita che la moda - con poche pregevoli eccezioni - ha per lungo tempo evitato di considerare. In questo senso il brand "Stefano Mortari" ha per sua natura costruito un percorso identitario lontano dal concetto di moda nel senso più banale del termine, scegliendo una filosofia di qualità dei materiali e di cura nella confezione, con produzioni Made in ltaly tramite fornitori selezionati e con rapporti e partnership a lungo termine, accorciando la filiera a riducendo gli impatti della logistica. I nostri filati sono naturali o di derivazione naturale, usiamo ecopelle e in certi casi abbiamo deciso di utilizzare tinture non a base chimica. Il nostro showroom è certificato a Impatto Zero.

La creazione di un Corso di Laurea in Moda e Industrie Creative in IULM risponde indubbiamente alla presa di coscienza in ambito accademico dell'importanza innegabile di questo comparto, ma anche, probabilmente, al desiderio del mondo della moda di affrancarsi da un modello e da un'immagine che oggi forse non corrisponde più alla sua realtà? Come pensa che le case di moda possano accogliere questa proposta formativa?

Il fatto che IULM abbia creato un Corso di Laurea in "Industrie Creative" rende conto dell'importanza ormai imprescindibile di imparare a costruire competenze e processi che mantengano ancora a lungo il vantaggio competitivo, il prestigio e l'indipendenza del Made in ltaly. L'innovazione continua, la ricerca e la "costruzione" di nuovi lifestyle, i paradigmi della sostenibilità e della digitai transformation devono essere incorporati nella formazione e sono già oggi indispensabili per le case di moda e per le aziende che guardano al futuro.

Oggi è sicuramente più difficile che in passato delineare un'idea e un'immagine univoca del "femminile". La sua casa crea collezioni per la donna: a quali differenti donne si rivolge?

lo credo che la moda, per la sua estrema leggerezza e sensibilità, abbia il grande dono fra le varie "arti umane" di saper vedere ed interpretare i segnali deboli presenti nella società, di individuare bisogni latenti e di saper costruire un discorso universale e immediatamente comprensibile a tutti, senza spiegazioni o giustificazioni teoriche a priori. Anche sul tema della femminilità e della libertà delle donne sappiamo quanto sia radicale il contributo della moda o, viceversa, quanto il linguaggio del vestire sia spesso sovrapposto - per pigrizia mentale o peggio per esercitare un potere - ai temi del diritto e della morale. lo ho scelto di lavorare sulle identità più consapevoli e sicure della propria femminilità, concentrate su valori quali equilibrio e benessere. Valori che possono essere interpretati, all’interno delle collezioni, dalla raffinatezza e dall'eleganza dei capi di abbigliamento, da un'immagine non urlata e molto personale.

 Quali realistiche possibilità occupazionali ci sono sul mercato per dei giovani laureati che desiderano intraprendere una professione in questo settore?

Ai laureandi e ai giovani studenti suggerirei di considerare la moda come un settore molto più vasto e complesso di quanto comunemente si intenda. La moda ha da tempo superato la centralità autoreferenziale dello stilista demiurgo e un po' capriccioso, ormai è soprattutto un'industria con forti radicamenti nella finanza e nelle catene globali del valore. In questi termini diventano sempre più importanti figure appassionate alla moda, ma con mindset manageriali oppure figure tecniche esperte -ad esempio- di materiali, di confezione e di produzione. Le eccellenze italiane ci insegnano tuttora che le capacità artigianali e produttive, unite alla cultura del bello e dello stile, sono la chiave di successo anche in epoca di trasformazioni digitali.


Info sulla vendita straordinaria Woman
collezione primavera/estate 2021

  • Dal 19 al 21 maggio 2021
    Orari: dalle ore 10.30 alle ore 18.0
  • 22 maggio 2021
    Orari: dalle 9.30 alle 13.30

The Bridge, IULM Open Sapce
Via Carlo Bo, 7 Milano