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Cont-Act

Università - 27 marzo 2020

IULM lancia "Cont-Act: Artefatti Comunicativi Terapeutici", un progetto di narrazione collettiva per testimoniare questi giorni difficili e l'emergenza che stiamo vivendo. Scopri qui come partecipare e visita il profilo instagram Cont-Act. I migliori video proposti potranno partecipare alla selezione dell'ultimo progetto del premio Oscar Gabriele Salvatores: "Viaggio in Italia".


CONT – ACT: ARTEFATTI COMUNICATIVI TERAPEUTICI

COMUNICARE L'INQUIETUDINE PER TENERE A BADA LA PAURA

L'emergenza che stiamo vivendo, al di là delle drammatiche cronache quotidiane, ha bisogno di essere raccontata. Perché il modo in cui l'esperienza viene narrata e comunicata è fondamentale nel determinare la percezione che ne abbiamo e la risposta - individuale e collettiva, intima e sociale - che siamo in grado di elaborare. Per questo, con l'obiettivo di mettere a disposizione di tutti un luogo virtuale in cui dare forma alle esperienze legate alla pandemia, per condividerle e socializzarle, IULM invita tutti - studenti, docenti, personale tecnico-amministrativo, cittadini, naviganti della rete - a partecipare a una narrazione collettiva che tenga vivo il senso di comunità e che testimoni questi giorni bui quando la minaccia e la paura saranno finite.

Alcuni dei lavori proposti per Cont-Act potranno partecipare alla selezione dell'ultimo progetto di Gabriele Salvatores: "Viaggio in Italia", il nuovo film-documentario del regista Premio Oscar che vuole essere testimonianza e memoria di questo drammatico momento storico che sta attraversando il nostro Paese e il mondo intero.

Tre le linee narrative proposte:

1. Survival Things

A quali cose ci aggrappiamo? Cosa ci è indispensabile durante l’isolamento?
Qual è l’oggetto salvifico che ci assiste, che ci sostiene e ci soccorre durante questo periodo di solitudine e di esilio dal mondo?
È un libro? È il computer? È un CD? È un simbolo teologico? Un souvenir? Una pentola? Il cellulare? Il frigorifero? Il forno? Una fotografia?
Vi chiediamo un video da girare in verticale, di massimo 50 secondi, che racconti un oggetto, la sua dimensione funzionale ma anche emozionale, il modo in cui noi comunichiamo con lui. Il materiale va inviato a [email protected]

2. Windows

Luogo di confine fra interno ed esterno, fra dentro e fuori, fra sicurezza e minaccia. Le finestre delle nostre case sono tornate a essere - in questi tempi di isolamento - le vere soglie del nostro rapporto col mondo. Sono loro il luogo da cui si irradia il vero sguardo collettivo di questa Italia piegata e ferita, ma ancora viva e vitale. Vi chiediamo di mostrarci, quindi, quali sono i vostri scorci che vi accompagnano lungo la quotidianità di questo periodo e quali sono i pensieri che seguono il vostro panorama. Alla fine, dalla somma di ciascun paesaggio nascerà l’orizzonte unico che ci avrà uniti, per quanto sparpagliati. Condivideteci questa soglia in un video, da girare in verticale, della durata di massimo 50 secondi. Il materiale va inviato a [email protected]

3. Masks

Il virus ci obbliga a fissare confini e protezioni fra noi, il nostro corpo, e il nemico invisibile che potrebbe stare a un metro di distanza da noi. Mascherine, maschere, guanti, occhiali, caschi, sciarpe, foulard: ognuno si protegge come può. Si difende e si nasconde. Vorremmo raccogliere una galleria fotografica delle protezioni corporee con cui noi umani abbiamo cercato di tener lontano il contagio. Possono essere immagini scattate ad hoc, oppure reperite sul web, libere da copyright oppure avendo cura di dichiarare la fonte da cui sono tratte. Il materiale va inviato a [email protected]

I materiali migliori verranno pubblicati con la firma dell'autore sulla pagina Instagram CONT-ACT (Contact_iulm) e resi disponibili a tutti. È possibile partecipare a più di una proposta, anche a tutte e tre.
Una volta raccolti tutti questi sguardi, e superata la tragica emergenza in corso, sarà giusto e importante ritornare a guardare dove ci siamo tutti noi affacciati, dove abbiamo deciso di sporgerci, da Nord e Sud, dove a lungo abbiamo fissato la nostra prospettiva. Festeggeremo la fine dell'emergenza trasformando questi materiali in artefatti comunicativi terapeutici: una mostra fotografica, una videoinstallazione, un film corale. Per ricordare che il vero panorama che resta, in fondo, è sempre quello che componiamo noi. Insieme.


Leggi qui l'articolo uscito si Ciak Magazine dedicato al progetto Cont-Act