facebook

Laurea Honoris Causa a Bellocchio

Università -09 dicembre 2019

Il 9 dicembre 2019 l'Università IULM ha conferito la Laurea Honoris Causa al regista Marco Bellocchio. Leggi il racconto della giornata

Cerimonia Laurea ad Honorem Marco Bellocchio

Cerimonia Laurea ad Honorem Marco Bellocchio

Il rettore Gianni Canova e la commissione di laurea

Il rettore Gianni Canova e la commissione di laurea

Marco Bellocchio

Marco Bellocchio

Marco Bellocchio e Prof. Gianni Canova

Marco Bellocchio e Prof. Gianni Canova

Marco Bellocchio e Prof. Gianni Canova

Marco Bellocchio e Prof. Gianni Canova

Proclamazione Laurea in Televisione, cinema e new media

Proclamazione Laurea in Televisione, cinema e new media

“Marco Bellocchio è uno dei maggiori registi italiani: la sua opera – che attraversa più di cinquant’anni del nostro cinema – continua a provocarci, forte di una singolare capacità di interrogare il proprio tempo senza mai assumerne le parole d’ordine. Proprio questa “sfasatura” rende Bellocchio un autore tanto contemporaneo quanto inattuale: capace di cogliere il presente in forza di una distanza, a partire da una “marginalità” consapevolmente perseguita.” Con queste parole che costituiscono l’incipit della motivazione, lette dal Preside della facoltà di Comunicazione, media e pubblicità Prof. Luca Pellegrini, si è aperta la cerimonia di conferimento della Laurea magistrale honoris causa in Televisione, cinema e new media al regista Marco Bellocchio, uno dei grandi maestri della settima arte.

Introdotta da un video di montaggio di alcune scene-madri tratte dalle opere più significative del regista di Bobbio, la cerimonia è proseguita con la Laudatio del Rettore Prof. Gianni Canova, intitolata Immagini che ci guardano, immagini che ci riguardano. Bellocchio ha dimostrato, nelle parole del Rettore, “di aver saputo esser presente al proprio tempo, e di aver saputo mordere il nostro tempo col suo sguardo, per più di mezzo secolo, e di aver raggiunto tra i 60 e gli 80 anni, una maturità, una lucidità e una pienezza artistica e professionale che sono solo dei Maestri. Dei grandi Maestri.” Questo sguardo, al contempo lucido e visionario, capace di rappresentare la realtà quanto di trasfigurarla – si vedano in questo senso film recenti quali Buongiorno, notte (2003), Vincere (2009), Bella addormentata (2012) e Il traditore (2019) – riesce a “strutturare il mondo e rivelarlo”, per riprendere un altro passaggio della Laudatio.

Nella sua Lectio magistralis il regista ha ricordato il suo esordio nel cinema con I pugni in tasca (1965) e di come “ebbi paura delle immagini che avevo girato. Forse perché erano inaspettatamente belle ed erano la prova che non potevo più tirarmi indietro: quella era la mia strada!” Ancora molte immagini “inaspettatamente belle”, siamo sicuri, offrirà a noi spettatori Marco Bellocchio.

Rassegna stampa:

Ciak Magazine

Vanity Fair