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L’istruttoria procedimentale

Responsabile: Antonella Sau

Anno 2019

Le più significative riforme che hanno interessato il procedimento amministrativo dall’adozione della legge generale del 1990 ad oggi hanno riguardato per lo più il momento decisionale scaricando sulle modalità di conclusione del procedimento amministrativo tutte le aspettative in ordine al corretto esercizio dell’azione amministrativa. Non che l’istruttoria procedimentale sia rimasta indenne dall’ansia riformistica di cui il diritto amministrativo è stato preda negli ultimi quindici anni. Trattasi, tuttavia, di modifiche che hanno riguardato la valutazione economica delle procedure e le connesse misure di semplificazione (vedasi per tutti, le modifiche che hanno interessato la conferenza di servizi e la s.c.i.a.) a detrimento del momento preliminare della selezione e dell’ingresso degli stessi nell’iter procedimentale. Se la ragionevolezza del procedimento misura la razionalità della procedura è evidente la rilevanza che il momento dell’ingresso e della selezione degli interessi “rilevanti” nel fase procedimentale assume nell’economia del processo decisionale. Nell’ottica dell’adozione di una decisione “giusta” (ossia ragionevole e proporzionata”), “condivisa” e “stabile”. È in questa prospettiva che pare interessante analizzare le dinamiche che interessano questa fase procedimentale con particolare riguardo ai procedimenti complessi.