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Interartes: ipertestualità mimetica tra riscritture e continuazioni allografe

Responsabile: Laura Brignoli

Anno 2017

La moltiplicazione, negli ultimi anni, delle pubblicazioni ascrivibili all’ambito della transtestualità, reimpiego consapevole di tematiche e soggetti ha imposto uno studio della pratica che non può essere liquidata con un garbato disinteresse o repertoriata come semplice epifenomeno socio-culturale.

Fra le tendenze critiche che hanno caratterizzato la riflessione letteraria dalla metà degli anni ’80 a oggi, due, antitetiche fra loro, sono state considerate per questo progetto: il postmodernismo, pur in fase di esaurimento, e la formazione del canone. Se da un lato il postmodernismo ha reso evidente che nessuna opera artistica è a sé, ma assume un senso in relazione a una serie di altri testi, da cui trae la linfa vitale per creare la propria unicità, dall’altro le numerose riflessioni intorno al concetto di canone letterario, prodotte dagli anni ’90 a oggi, vanno proprio a valutare, e selezionare, con le inevitabili esclusioni, una serie di opere di cui si mette in evidenza il “valore” (concetto assai discusso, naturalmente) e la singolarità.

Per circoscrivere il tema, e declinarlo in un campo che abbia una sua organicità, sono state considerate solo le opere dal 1970 ad oggi, ed esclusi i pastiches e le parodie per privilegiare tre settori ben definiti all’interno della macrocategoria degli ipertesti mimetici allografi: riscritture, suites e continuazioni, trasposizioni.

 

Metodi

Ognuna di queste categorie che concernono lo spostamento ha aperto alla necessità di approfondire livelli diversi, ciascuno dei quali portatore di una metodologia specifica:

  • testuale (che include metodologie teoriche, storico letterarie, inclusi i case studies, comparatistiche)
  • socio-culturale
  • enciclopedico, nella misura in cui questa tipologia di prodotto non solo sfrutta, ma ha bisogno di un’estensione di rimandi continua e costante
  • editoriale (il canale editoriale attraverso cui viene diffusa l’opera dialoga con un sistema complesso)

 

Obiettivi strategici:

  • Sollecitare il mondo dell’arte affinché non vi sia una cesura netta fra la riflessione critica e l’impegno artistico: Quando Lucia sposò il barone Rampante, Siké, 2018;  composizione di un melologo la cui prima assoluta sarà rappresentata all’Auditorium IULM il 16 ottobre 2019 alle ore 17,30
  • Pubblicazione di un volume di studi : Laura Brignoli (ed.), Interartes, Diegesi migranti, Mimesis, 2019.