Cooperazione internazionale e comunicazione: il Prof. Massimo De Giuseppe intervistato da Avvenire

Master - 03 settembre 2026

Il Professore IULM e Direttore scientifico del Master in Comunicazione per la cooperazione internazionale e il non profit riflette sul ruolo sempre più strategico della comunicazione per il futuro della cooperazione.

In uno scenario internazionale segnato dalla crisi del multilateralismo, dalla riduzione degli investimenti e da una crescente distanza dell’opinione pubblica, la cooperazione internazionale si trova di fronte alla necessità di ripensare anche il modo in cui racconta il proprio ruolo e il proprio valore.

È il tema al centro dell’intervista al Prof. Massimo De Giuseppe, Preside della Facoltà di Arti, moda e turismo IULM e Direttore scientifico del Master in Comunicazione per la cooperazione internazionale e il non profit, pubblicata il 3 settembre su Avvenire e firmata dalla giornalista Lucia Capuzzi.

Secondo De Giuseppe, proprio la comunicazione rappresenta oggi uno degli strumenti fondamentali per rilanciare il settore e ricostruire un rapporto con l’opinione pubblica: «Per ridare slancio alla cooperazione è fondamentale partire dalla comunicazione [...]. I protagonisti di questo “scatto” devono essere professionisti in grado di muoversi nell’attuale contesto e contribuire al consolidamento del modello, al fianco degli attori multilaterali e statuali».

Una necessità che si accompagna a un cambiamento delle competenze richieste a chi sceglie di lavorare nella cooperazione internazionale e nel non profit. Non è più sufficiente, spiega il prof. De Giuseppe nell’intervista, affidarsi esclusivamente al volontarismo o a figure fortemente specializzate dal punto di vista tecnico: servono professionisti con una preparazione trasversale, capaci di comprendere le trasformazioni dello scenario internazionale e di tradurle in strategie e linguaggi adeguati.

Dalla crisi climatica alla crescita delle disuguaglianze, dal ruolo delle organizzazioni criminali alle sfide poste dalla globalizzazione e dalle nuove tecnologie, chi opera oggi nella cooperazione deve confrontarsi con fenomeni sempre più interconnessi e complessi. Per questo, sottolinea il prof. De Giuseppe, occorrono operatori con «una formazione ampia e, al contempo, specifica», in grado di leggere e interpretare questi cambiamenti.

È da questa esigenza che nasce il Master IULM in Comunicazione per la cooperazione internazionale e il non profit, che nell’autunno 2026 ripartirà con la sua seconda edizione nella sede IULM di Roma. Il percorso affianca alla preparazione teorica il confronto diretto con professionisti e organizzazioni che operano sul campo, attraverso laboratori realizzati con realtà del settore come Save the Children, CESVI, Oxfam, FAO, AICS, UN SDG Campaign, Jesuit Refugee Service e WeWorld.

Una formazione che punta quindi a preparare professionisti capaci non solo di comunicare la cooperazione, ma di comprenderne le dinamiche e contribuire alla costruzione di nuovi modelli in un contesto globale profondamente trasformato.

Una sfida complessa, ma che per De Giuseppe non può più essere rimandata: «Non si tratta di una scommessa facile ma non abbiamo altra scelta: l’alternativa a una cooperazione efficace e strutturata è un pianeta sempre più lacerato».

L’intervista completa al prof. Massimo De Giuseppe, “Il rilancio della cooperazione internazionale comincia con una ‘buona’ comunicazione”, a firma di Lucia Capuzzi, è pubblicata su Avvenire del 3 settembre 2026.