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Ripensare lo sport

Delega allo Sport - 01 aprile 2021

In occasione della Giornata internazionale dello sport leggiamo i pareri di alcuni docenti IULM sul tema

L'importanza dello sport e delle sue implicazioni valoriali non deve venire meno anche in tempi complicati come quelli attuali. La pandemia ha sicuramente inciso in profondità sull'aspetto rituale e di condivisione dell'"evento" sportivo in presenza, ma non ha diminuito il desiderio del pubblico di "prender parte" a questo, seppur con modalità necessariamente diverse. Nei giorni scorsi sono apparsi sulle pagine del quotidiano "Il Giorno" alcuni interventi di docenti della IULM che hanno affrontato, da prospettive diverse, temi legati allo sport e al suo mondo.

Valeria Ciardiello, giornalista e membro dell'Academy del Master in Marketing e comunicazione dello sport, si è soffermata sullo sport come possibile chiave di volta per il futuro. «Lo sport si pone come driver per sviluppare progetti di responsabilità sociale in tutti i settori, dal sociale, all'ambiente, dal settore cultura a quello della ricerca scientifica, fino al campo economico», scrive nell'articolo. Lo sport, dunque, come elemento di progettualità sociale a tutto campo e non considerato, come fortunatamente accade sempre meno, quale mero passatempo ludico. Infatti, prosegue l'articolo, «i paesi che collocano lo sport al centro del proprio sistema sociale vantano un alto livello di integrazione sociale, un'elevata qualità della vita e fungono da catalizzatori verso altri paesi.»

Non soltanto per la situazione contingente, il mondo dello sport deve aprirsi a nuove forme di comunicazione, come spiega lo stesso Direttore del Master sopra citato, il prof. Vincenzo Russo: ci troviamo infatti in «un contesto in cui la comunicazione e il marketing hanno acquisito un ruolo crescente, sia per la forte valenza valoriale e di responsabilità sociale che lo sport incarna, sia per l'enorme potenzialità che ha in termini economici e promozionali. Da qui nasce l'esigenza di valorizzare la crescente opportunità di canali di comunicazione, compreso quelli offerti dal social media marketing, a singoli sportivi, team o aziende del comparto sportivo», scrive nell'editoriale. Per questo c'è bisogno di nuove skills: «Si tratta ovviamente di competenze che non si esauriscono nelle tradizionali conoscenze di marketing dello sport, ma di competenze che, sviluppate in collaborazione con le aziende del comparto, possano garantire la migliore valorizzazione delle potenzialità del digitale, dell'intelligenza artificiale, delle soluzioni più innovative offerte dalle tecnologie e dalle neuroscienze applicate al marketing.»

Sport che, come molti altri settori, si è dovuto recentemente confrontare con una situazione inedita che ha aperto anche nuove vie di fruizione degli eventi sportivi. Come sottolinea Stefano Cozzi «ogni giorno 1 milione e 500 mila persone in Italia dichiarano di aver seguito un evento e-sport più volte alla settimana durante il 2020, dato che è cresciuto del 22% rispetto all'anno precedente.» Certo l'intensità dell'evento dal vivo non è replicabile, ma questo può essere un modo alternativo di fruire lo sport. 

L'importante, come evidenzia Paolo Teoducci nel suo aritcolo, è intendere «lo sport come un modo per accelerare le emozioni e soprattutto i valori.»