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Il testimonial fra tradizione elettronica e nuove affordance digitali

Responsabile: Maria Angela Polesana

Anno

Tale progetto rappresenta lo sviluppo di una prima fase della ricerca, avvenuta nel 2020, che ha fatto emergere alcune criticità legate alla natura convergente e multimediale del digitale, e della cultura che istituisce, che non prevede una separazione netta tra le situazioni sociali e, quindi, tra testimonial del digitale e altri generi di testimonial. La porosità delle sfere sociali è talmente elevata da rendere molto fluida l’identità del testimonial: non sembra infatti facilmente individuabile una “esclusività” (ritornano pratiche quali la sponsorizzazione o il product placement tipicamente associate al testimonial “tradizionale”) della dimensione digitale. Nella prima ricognizione (2020), coincidente con la prima fase del progetto, non sono emerse forme digitali tali da segnare una rottura particolare con il passato, ad eccezione dei testimonial virtuali. Di conseguenza, nella seconda fase (2021) del progetto, per superare l’impasse della prima fase della ricerca, l’indagine si focalizza maggiormente sul concetto di remediation (Jay David Bolter e Richard Grusin, 2000), secondo cui i media digitali producono una continua attualizzazione dei media precedenti. In questa prospettiva, quindi, il presente retroagisce sul passato riconfigurandolo. L’attenzione si focalizza su alcuni momenti nevralgici della storia del testimonial, non intendendo tale lavoro come una semplice “presentazione” del problema o come un suo inquadramento storico, ma come necessità teoretica di comprendere in che modo media diversi producono diverse forme di testimonial e, con esse, diverse idee di influenza. Il progetto si propone: la comprensione della natura e dei funzionamenti dei testimonial nell’era digitale, intesi come le voci più influenti di uno specifico panorama della sfera digitale; l’individuazione e l’analisi dei modi dell’influenza in base alle affordance del digitale; lo studio del rapporto esistente tra ambiente digitale e realtà in situ; la realizzazione di una tassonomia degli influenti contemporanei.