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Book Therapy e devianza: il libro come strumento terapeutico in soggetti complessi

Responsabile: Prof. Carmelo Dambone

Anno 2020

L’uso del libro come ausilio per prevenire comportamenti a rischio e promuovere uno stato di benessere psico-fisico parimenti all’impiego del libro come strumento terapeutico riguarda persone comuni o che attraversano momenti delicati e critici della propria esistenza e che si rivolgono quindi alla lettura come strumento di autoaiuto individuale o collettivo guidato (momenti di lettura di gruppo o discussione collettiva di un testo letto individualmente). Lo strumento letterario viene usato nei differenti contesti psicosociali per la cura della sofferenza psichica e di alcuni quadri psicopatologici e per il trattamento di comportamenti a rischio o di agiti già manifestamente problematici. Può essere vantaggiosamente applicato in svariati setting sociali (ospedali, carceri, case di riposo, comunità riabilitative, scuole, studi privati). L’ipotesi di lavoro che si intende mettere alla prova riguarda nello specifico l’uso della lettura come strumento di promozione della salute e come tecnica terapeutica/riabilitativa se non preventiva delle ricadute in alcuni settori sociali (carceri, comunità riabilitative, ecc.). Il progetto mira a esplorare l’applicazione scientifica della terapia del libro nei percorsi psicoterapici e riabilitativi in soggetti complessi/devianti nei vari contesti psicosociali.

Alcuni dei principali filoni di ricerca che si andranno a esplorare in quest’ottica saranno:

  • tipologie di impiego del libro: punti di forza e criticità;
  • contestualizzazione della book therapy in ambiti di complessità psicosociale;
  • l’interazione devianza-biblioterapia;
  • il libro come strumento di riabilitazione in soggetti complessi;
  • l’apporto neuroscientifico all’indagine sulla pratica della biblioterapia;
  • il libro come strumento per il professionista e per l’utente.