Il viaggio del cacao: un profilo di storia glocale

La storia del cacao (nome scientifico Theobroma cacao L) ci offre l’esempio di un ampio e articolato processo di «glocalizzazione» che unisce territori, storie, esperienze, in una trasformazione perennemente sospesa tra dimensione locale e globale. Una storia che ha avuto nel tempo un profondo impatto sociale, culturale ed economico, incidendo anche sugli immaginari collettivi.

L’origine americana del cacao, così come per una serie di altri prodotti giunti in Europa in età moderna (mais, fagioli, zucche, patate, pomodori, peperoncini, fichi d’India…) ha modificato la storia del nostro continente, generando ideali ponti transoceanici tra i territori di origine e quelli di approdo, allargandosi rapidamente anche ad altre aree del mondo. Si tratta di una complessa storia di incontri e scontri, commerci, guerre, ricette e reinvenzioni, che ha modificato nel tempo gli usi alimentari, farmacologici, i sistemi produttivi, le forme di vita comunitarie, le reti politiche, perfino i calendari agricoli e religiosi, generando nuove tradizioni ed espressioni della cultura popolare.

Ricostruire questa storia, tanto nei luoghi di partenza come in quelli di approdo, e analizzare l’impatto del cacao e del cioccolato sulla trasformazione dell’identità di quei territori, ci aiuta a comprendere diversi elementi della contemporaneità. Il cacao necessita di un microclima e di una relazione con l’ambiente forestale, faunistico e umano peculiare. Per questo, fin dalle origini, è sempre stato un bene prezioso ma mai abbondante e questo pone un’incognita in termini di sostenibilità e resilienza, anche sul suo futuro in un mondo globalizzato abituato all’idea di un consumo infinito e ininterrotto.

Ricostruire frammenti di questa storia e andare alla ricerca dei ponti sospesi e occulti che l’hanno attraversata nel tempo ci permette di aprire gli orizzonti di una riscoperta culturale e spirituale, di un prodotto solo apparentemente voluttuario.