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L’ibridazione degli spazi a Milano tra cultura e consumo

Responsabile: Ariela Mortara, Rosantonietta Scramaglia

Anno 2018

La ricerca si propone di indagare il tema dell’ibridazione degli spazi a Milano; la città offre, infatti, una vasta casistica di spazi sia pubblici sia privati che mostrano segni di una contaminazione, non solo spaziale, ma anche culturale.
Gli spazi pubblici quali aeroporti, stazioni ferroviarie e metropolitane da un lato, e biblioteche, teatri, musei e spazi espositivi di vario tipo dall’altro, sono diventati sempre più luoghi che offrono infinite possibilità sia di cultura, sia di consumo, divertimento e shopping. Ma l’ibridazione coinvolge anche centri commerciali, boutique e negozi che, di converso, affiancano alla loro funzione di base, la possibilità di partecipare a eventi culturali e si offrono spesso come nuovi punti di aggregazione, affiancandosi o sostituendosi ai più tradizionali spazi pubblici.
Tale trasformazione, in atto oramai da alcuni anni, ha avuto un forte impatto sul tessuto urbano delle città, sulle abitudini di consumo dei cittadini, dei city users e dei turisti generando anche un indotto parallelo, si pensi solo al fenomeno del merchandising in vendita nei gift shop dei musei o alle possibilità di guadagno garantite dall’allungamento degli orari di apertura dei negozi inseriti in stazioni ferroviarie o aeroporti.
Ai nuovi spazi ibridi, indipendentemente dalla loro effettiva capacità di assecondare le due dimensioni principali - di cultura e di consumo - si possono attribuire inoltre altre funzioni fondamentali. La capacità di riqualificare aree e strutture tradizionalmente considerate come pericolose (si pensi alle stazioni ferroviarie o ai porti), di facilitare la socializzazione e l’incontro di varie tipologie di persone (abitanti, immigrati, city users, turisti) si affianca all’abilità di aumentare la fruizione di un consumo culturale/didattico (si pensi alla dimensione esperienziale dei musei che, in un’ottica di edutainment, consentono ai visitatori di realizzare esperienze più immersive garantendo un livello di coinvolgimento più elevato).
La ricerca è costituita da due parti, una riguardante l’offerta e una la domanda, e si articola in diverse fasi, utilizzando metodi di ricerca sia qualitativi sull’offerta (analisi desk, interviste semi-strutturate, esplorazione etnografica), sia quantitativi, sulla domanda (questionari).