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December 4, 2018

A cosa serve oggi la critica?

12 edizioni in 25 anni. Il Mereghetti. Dizionario dei film 2019 (Baldini+Castoldi) è in uscita in questi giorni nelle librerie con il suo cofanetto di un fucsia smagliante e lo sguardo penetrante in bianco e nero di Sophia Loren in copertina. All’interno, in tre volumi, c’è tutto il cinema dalle origini a oggi: da L’Uscita dalle officine dei Fratelli Lumière, alle produzioni Marvel di Avengers. Infinity War, fino alla coppia Lady Gaga/Bradley Cooper di A Star is Born.

Dal 1993, quando uscì il primo Dizionario dei film, l’opera realizzata dal critico cinematografico del «Corriere della Sera» Paolo Mereghetti si è fatta sempre più maestosa. Se all’inizio l’idea era quella di portare in Italia quello che in altri Paesi esisteva già - ovvero una guida maneggevole e attendibile per il consumatore casalingo di cinema - negli anni è invece emerso come il Dizionario potesse offrire un percorso di rilettura critica del cinema capace di partire dai singoli film per creare uno stimolo alla riflessione nel pubblico.

Ma cosa significa oggi fare critica cinematografica? All’alba del 2019 quella del critico cinematografico può ancora essere una professione a cui aspirare, quando chiunque può dare la propria personale opinione in qualsiasi momento grazie a uno smartphone dotato di una connessione a Internet?  

A dibattere di questo intrigante argomento ci sarà - insieme al Professore Gianni Canova - proprio Paolo Mereghetti. Appuntamento lunedì 10 dicembre, Aula 156, alle ore 13.30.

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