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Merendine e snack, quali scegliere

Merendine e snack di vario tipo, soggetti preferiti delle campagne di sensibilizzazione nell’ambito di una alimentazione sana, sono spesso fonte di discussioni riguardo alle scelte alimentari corrette.

Il problema del fuori-pasto riguarda principalmente bambini e ragazzi, ma non esclude gli adulti.
Per fare chiarezza sul problema dei fuori-pasto limitiamoci a dare una risposta a due domande: la prima è se siano utili o addirittura necessari e la seconda quale sia la scelta più corretta.
Per rispondere alla prima domanda possiamo fare una considerazione, che deriva da numerose ricerche scientifiche che consigliano di aumentare il numero dei pasti, suddividendo la quantità di cibo giornaliero in diverse assunzioni, rispetto a fare meno pasti più abbondanti.
Questo frazionamento, in inglese “nibbling” antagonista del cosiddetto “gorging”, comporta un miglioramento degli indici metabolici relativi al profilo lipidico e una migliore tolleranza ai carboidrati.
Le merende poi, non dovrebbero apportare più del dieci per cento delle calorie giornaliere ed essere costituite da nutrienti di facile digeribilità e allo stesso tempo capaci di fornire prontamente energia per correggere la cadute di glicemia dovute al lavoro fisico o mentale.
Per questo, gli alimenti da preferire maggiormente come fuori-pasto sono i carboidrati. Ricordiamo che il prodotto finale del metabolismo dei carboidrati, cioè il glucosio, è la fonte di energia per la maggior parte delle cellule e il suo livello ematico deve essere mantenuto costante entro limiti precisi, per permettere un corretto svolgimento di tutte le funzioni vitali.
I carboidrati nella dieta sono componenti in pratica insostituibili e al di fuori di essi le possibilità per l’organismo di rifornirsi di glucosio sono modeste e metabolicamente complesse.