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Comunicazione interna e territori
La dinamica centro-periferia cui la comunicazione interna è sottoposta è il tema del Dialogo del CERC fra Sabine Einwiller, University of Vienna, e Fabrizia de Vita, Edison.
Uno scambio di opinioni da due prospettive, quella accademica e quella professionale, intorno a un tema di grande rilevanza per la comunicazione interna per via della distribuzione dei collaboratori sul territorio.
L’opinione di Sabine Einwiller, Professoressa di Public Relations Research e Head del CCom Research Group, University of Vienna
Le organizzazioni più grandi sono tipicamente distribuite su più sedi: a livello regionale, nazionale e, nel caso delle multinazionali, anche internazionale. Questo spesso produce una dinamica centro-periferia in cui la sede centrale rappresenta il potere decisionale e la produzione della cultura aziendale mentre i siti periferici, come uffici regionali o stabilimenti produttivi, restano a distanza sia sul piano geografico sia discorsivo. Le differenze nelle pratiche di lavoro e nelle culture professionali possono intensificare questo divario, per esempio quelle tra il lavoro di tipo intellettuale svolto presso la sede centrale e il lavoro di produzione svolto nelle unità periferiche.
Queste configurazioni possono generare asimmetrie nella comunicazione interna. I collaboratori della sede centrale godono di accesso privilegiato alle informazioni strategiche, ai flussi di comunicazione informale e alla leadership. Chi lavora nelle unità periferiche deve invece fare più affidamento su una comunicazione mediata e può sperimentare ritardi, filtri o distorsioni nello scambio informativo. Poiché i collaboratori nelle diverse sedi contribuiscono tutti a dare significato a obiettivi, identità e valori dell’organizzazione in funzione della qualità e frequenza della comunicazione che ricevono, queste asimmetrie possono generare una comprensione frammentata dell’organizzazione, senso di appartenenza disomogeneo e questioni di inclusione ed equità: quali voci vengono ascoltate e quali prospettive sono rappresentate nella cultura aziendale ufficiale?
Il tema è molto rilevante per la comunicazione interna, cui spetta un ruolo centrale nel favorire l’identificazione con l’organizzazione, mantenere la coesione fra diversi confini spaziali e culturali, allineare i collaboratori rispetto a obiettivi e valori strategici e ridurre il rischio di marginalizzazione delle unità periferiche. Nelle organizzazioni disperse sul piano geografico la comunicazione interna deve riconoscere e affrontare in modo consapevole la dinamica centro-periferia. Ciò implica assicurare un accesso equo alle informazioni, una comunicazione trasparente e coerente fra tutte le sedi e l’integrazione attiva dei feedback provenienti dai siti periferici. Significa anche riconoscere le diverse realtà lavorative dei collaboratori negli uffici rispetto a quelli negli stabilimenti produttivi. Nel promuovere inclusione e visibilità per tutti i collaboratori, la comunicazione interna può rafforzare così appartenenza, fiducia e coesione oltre i confini spaziali.
L’opinione di Fabrizia de Vita, Head of Internal Communication, Edison
Dal punto di vista delle aziende con una presenza capillare a livello nazionale e che gestiscono uffici, punti vendita e impianti produttivi sul territorio, la comunicazione interna può svolgere un ruolo cruciale: si tratta di renderla coerente così da raggiungere davvero tutti.
Esistono molte differenze tra chi lavora nella sede centrale di un’azienda e chi opera nelle sedi periferiche:
- Tipo di lavoro: molto spesso nelle sedi periferiche le persone svolgono ruoli più operativi
- Distribuzione di genere: nelle sedi periferiche la forza lavoro è spesso in prevalenza maschile
- Interessi e bisogni: chi vive nelle grandi città tende ad avere interessi e bisogni diversi da chi vive nei piccoli centri
- Canali informativi: gli strumenti usati per informarsi spesso non coincidono
- Contenuti e linguaggio: non sono necessariamente gli stessi
- Uso del tempo: le routine quotidiane differiscono molto tra chi lavora in ufficio e chi lavora negli impianti o si sposta per svolgere servizi
- Relazioni manager–collaboratori: possono essere diverse, con gerarchie percepite e vissute in modi particolari in alcuni contesti lavorativi.
È quindi necessaria una pluralità di linguaggi, canali, contenuti, toni di voce e modalità di coinvolgimento.
Nelle organizzazioni distribuite a livello geografico la comunicazione interna cerca dunque di rispondere al bisogno di inclusione, engagement e allineamento tra sedi differenti. Esempi di attività e strumenti utili in questo scenario includono:
- Iniziative di scambio tra sedi: programmi che permettono ai collaboratori di visitare luoghi di lavoro diversi da quello abituale, favorendo lo scambio di esperienze e l’esposizione a nuove prospettive e aiutando a sviluppare una cultura aziendale unitaria
- Video storytelling: iniziative chiave e risultati importanti sono comunicati tramite contenuti video che coinvolgono i collaboratori come storyteller, in alternativa ai tradizionali articoli della Intranet o alle newsletter
- Podcast: un formato di comunicazione accessibile e flessibile molto adatto ai collaboratori che non lavorano alla scrivania
- Applicazioni mobili: strumenti che consentono ai collaboratori di accedere ai contenuti di comunicazione dallo smartphone a prescindere dal luogo
- Reti delle community locali (voci dai territori): iniziative pensate per mantenere un dialogo continuo con i collaboratori nei territori, condividere aggiornamenti dalle sedi locali e assicurare che le informazioni prontamente disponibili per chi lavora in ufficio raggiungano anche i colleghi sul territorio.