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Change management
La gestione del cambiamento è il tema del Dialogo del CERC fra Shannon Bowen, University of South Carolina, e Davide Ciullo, Snam.
Uno scambio di opinioni da due prospettive, quella accademica e quella professionale, intorno a un tema di grande rilevanza in termini di comunicazione interna.
Le opinioni di Shannon A. Bowen, Professor presso la School of Journalism and Mass Communications, fondatrice e direttrice esecutiva del Global Strategic Communication Consortium, University of South Carolina, USA, e Davide Ciullo, Senior Manager Internal Communication & People Engagement, Snam
Come definire la gestione del cambiamento?
Shannon A. Bowen: È utile concepire la gestione del cambiamento al di là del paradigma tradizionale: non come adattamento al cambiamento, per esempio una fusione o un'acquisizione, ma come l'uso dell'intelligenza strategica per prevedere i cambiamenti futuri, ricercare e anticipare le opzioni e pianificare adattamenti basati su strategia, analisi predittiva e relazioni. Questa visione è definita intelligenza strategica: prevedere i problemi futuri e pianificare opzioni di cambiamento proattive che influenzano i cambiamenti stessi anziché rispondere al cambiamento in modo reattivo.
Davide Ciullo: Gestire il cambiamento in un'organizzazione significa guidarlo, non limitarsi a reagire. Non andrebbe visto solo come una reazione a un cambiamento radicale, ma come un mindset continuo che guida la leadership. Dopotutto il cambiamento è una costante in ogni organizzazione. Da questa prospettiva, gestire il cambiamento significa anche anticiparlo. Non è necessario solo durante le grandi trasformazioni. Serve ogni volta che la cultura e le pratiche aziendali si intersecano con l'innovazione, che si tratti di strategia, processi o stile di leadership. In breve, gestire il cambiamento è una necessità quotidiana.
Da quando questo argomento è rilevante?
Shannon A. Bowen: L’approccio al cambiamento a cui ho fatto riferimento non è né storico né attuale, ma futuristico. Sfruttare l’AI in aggiunta ai metodi di ricerca tradizionali consente all'intelligenza predittiva di contribuire a plasmare il futuro di un'organizzazione, incluso il modo in cui interagisce con il cambiamento e lo influenza. Dare forma al cambiamento e alle politiche può generare efficienze strategiche ed enormi risparmi.
Davide Ciullo: Da una prospettiva di leadership, adottare un approccio proattivo al cambiamento dovrebbe essere un principio guida nel processo decisionale e parte della mentalità del manager. Guardando al futuro, l'approccio futuristico consiste nell'usare dati affidabili e aggiornati per affinare la capacità di individuare problemi e progettare soluzioni. Questo rappresenta un passaggio da un approccio meramente proattivo a uno predittivo: evoluzione che migliora la capacità di ascolto, consente decisioni più consapevoli e aiuta ad anticipare potenziali crisi, migliorando le prestazioni e l'efficienza dei costi.
Quali sono le questioni etiche legate ai processi di gestione del cambiamento?
Shannon A. Bowen: Per gestire in modo etico questo approccio futuristico, serve capire che l'etica non ha un significato diverso per tutti. Quella è una visione di relativismo che porta a caos e divisione geografica: non un approccio da suggerire. Agire con umiltà, senso del dovere, autoriflessione morale, buone intenzioni, e offrire dignità e rispetto agli stakeholder dovrebbe sempre guidare l’intelligenza strategica e il cambiamento. Quella che nel 2017 ho definito "l'era dell'arroganza" non ha fatto che peggiorare. I leader dovrebbero contrastare l'arroganza per costruire fiducia, agendo con umiltà, rettitudine e un'attitudine di leadership di servizio. I leader al servizio facilitano il successo degli altri, usando il loro ruolo per ispirare fiducia nell'intelligenza strategica e nella leadership etica affinché il cambiamento ispiri anziché terrorizzare le persone coinvolte. Il cambiamento è certo in futuro e con questo approccio strategico ed etico può motivare nuovo impegno, innovazione e successo.
Davide Ciullo: Autenticità e integrità sono essenziali quando si guida un cambiamento che impatta le persone. Significa essere trasparenti sulle opportunità e sui rischi, evitare di indorare la pillola e promuovere un dialogo aperto con reale disponibilità a rispondere. Dunque il primo passo è ascoltare. L'ascolto continuo durante il processo svela preziose sfumature sui diversi pubblici interni. Dobbiamo imparare a interpretare queste intuizioni e, ove possibile, integrarle nella pianificazione strategica senza cadere nella trappola del relativismo, che può offuscare chiarezza e direzione. L'ascolto strutturato è fondamentale per una gestione efficace del cambiamento. Ecco perché la comunicazione interna svolge un ruolo così importante, come funzione tipicamente responsabile delle attività di ascolto e come custode della cultura aziendale. Questo duplice ruolo garantisce che il cambiamento all'interno dell'organizzazione attecchisca e venga accolto anziché contrastato.