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Revue : InterArtes, n° 8, 2026

Diretta da: Laura Brignoli, Silvia Zangrandi

Dipartimento di « Studi Umanistici »

Università IULM - Milano

 

 

La dimensione “straniera” del testo: fra ricezione letteraria e rappresentazione culturale

 

La questione della dimensione straniera del testo letterario o meglio la focalizzazione sull’esperienza dell’alterità, o su ciò che definiamo “altro”, veicolata attraverso strategie retoriche, soluzioni linguistiche, condizionamenti culturali, si configura come uno degli ambiti critici più avvincenti che nel tempo hanno attraversato gli studi di letteratura comparata.

Se uno degli obiettivi principali della letteratura comparata è lo studio della dimensione “altra” presente in un testo e nelle pratiche di scrittura che lo caratterizzano, si può intuire quanto la riflessione sulle opere straniere possa interessare lo studio comparatistico in una prospettiva critica centrata appunto sulla ricezione letteraria di testi stranieri.

Si vuole qui riprendere la portata innovatrice esercitata da un’estetica della ricezione che, teorizzata da Hans Robert Jauss e da Wolfgang Iser nell’ambito del progetto sviluppato dalla Scuola di Costanza nel corso degli anni  Sessanta e Settanta del Novecento, ha di fatto condannato l’autonomia del testo letterario, valorizzando l’aspetto relazionale che collega il testo al pubblico dei lettori, alla dimensione storica, alla componente fenomenologica che caratterizza la scrittura [R. T. Segers, 1997]. Posizione teorica peraltro ripresa e declinata negli anni Ottanta in America entro i canoni di un Reader-Response Criticism, che ha valorizzato gli aspetti pragmatici della letteratura ed ha riposizionato la questione della ricezione letteraria all’interno di un interesse prevalente per gli aspetti socio-culturali della comunicazione letteraria e per i fenomeni di identificazione che si instaurano fra il lettore e l’opera [J. P. Tompkins (ed.), 1980].

Lo scenario globale entro il quale oggi si genera e si colloca ogni fatto letterario – scrittura, lettura, traduzione, comunicazione, produzione, canale di diffusione – richiede un approccio analitico e interpretativo aperto a pratiche plurali e ibride, intese come punto di convergenza di un sapere umanistico sempre più fondato sul principio dell’intersezione, dell’ibridazione, che tenga conto della rilevanza delle tecnologie nei processi linguistici e di comunicazione: la vasta produzione scientifica e convegnistica alimentata dagli studi sull’intermedialità, sulla fenomenologia dell’iconotesto, sul cosiddetto visual storytelling, sulle neuroscienze, per ricordare alcune delle più recenti prospettive critiche, dimostra che queste sono le nuove frontiere verso cui tendono oggi molti studi di ambito comparatistico letterario [M. Freeman, R. Rampazzo Gambarato (eds.), 2018; M. Fusillo, M. Lino, L. Faienza, L. Marchese (eds.), 2021.]

La Rivista scientifica Interartes, nel suo prossimo numero, dedicato a La dimensione “straniera” del testo: fra ricezione letteraria e rappresentazione culturale, vuole riprendere e rilanciare la riflessione in una prospettiva metodologica sulla questione critica qui sintetizzata, ossia la ricezione della dimensione “straniera” delle opere letterarie, nella loro lingua originale o in traduzione. Punto di partenza potranno essere le focalizzazioni sulla relazione che il testo letterario intrattiene con gli universi linguistici e culturali entro i quali si muove, perché ogni testo, indipendentemente dal proprio ambito di appartenenza (letterario, specialistico, pubblicitario, ecc…),  indipendentemente dalla propria tipologia (narrativo, descrittivo, argomentativo regolativo, ecc..), produce a vario livello (scrittura, lettura, fruizioni mediali), incontri proprio fra lingue e culture e allo stesso tempo attraversamenti, manipolazioni, restituzioni di senso, mediati dagli immaginari che entrano in relazione, a loro volta rappresentati secondo precise strategie di scrittura.

 

Con l’obiettivo di orientare l’approccio critico verso la prospettiva della ricezione letteraria in un ambito di esperienze e di conoscenze dell’“altro” progressivamente riconducibile ad una dimensione storico-culturale, si propongono alcuni possibili percorsi analitici e interpretativi:

  • Traduzione. Non si tratta in questo caso di un approccio teorico; piuttosto, di una lettura linguistico-letteraria, oltre che storica, del fenomeno traduttivo, secondo l’ispirazione fornita dagli studi di I. Even-Zohar e G. Toury attraverso la modellizzazione del polisistema letterario. Si pensi al ruolo delle traduzioni nella produzione letteraria complessiva di un’epoca, così come alle condizioni materiali di produzione e di diffusione di un testo letterario in traduzione o, ancora, all’atto stesso del tradurre e al confronto da esso richiesto fra questioni propriamente estetico-letterarie (apporti lessicali, cambiamenti stilistici, cambiamenti di genere, …)  e aspetti socio-culturali (funzione della traduzione come operatore attivo che colma/compensa questioni di ordine tematico, ideologico, …).
  • Aspetti editoriali e diffusione della letteratura. Si tratta, in questo caso, di focalizzazioni convergenti su fenomeni editoriali, commerciali, materiali o di ordine intellettuale, potenzialmente attivi nell’influenzare, condizionare, orientare la lettura, “il consumo” della dimensione “altra” del testo letterario (edizioni illustrate che riorientano la valutazione critica dell’opera; il ruolo delle riviste di settore; le molteplici forme di intermediazione fra il testo e i suoi pubblici).
  • Letture critiche. Il riferimento è al discorso critico che ha accompagnato la penetrazione, la diffusione o il rifiuto di un’opera letteraria attraverso i canali della stampa o delle riviste, letterarie e non. Accanto a queste associazioni si può poi procedere nello studio dell’attualizzazione e della naturalizzazione dell’opera letteraria “straniera”, nella considerazione di molteplici aspetti, come la situazione culturale del pubblico dei lettori (ideologie dominanti, fenomeni di censura), i criteri di analisi letteraria, le condizioni di interpretazione del testo, le possibilità di inclusione o di rottura dell’opera letteraria “straniera” nel quadro sociale considerato o all’interno di una tradizione culturale. Senza dimenticare il ruolo svolto dalla manualistica nella sua funzione pedagogica e formativa in senso generale.
  • Studi comparati fra testo letterario e ambiti non letterari. La conoscenza dell’“altro”, oggi sempre di più richiede l’indagine sui rapporti dialettici che tutte le forme di rappresentazione artistica e mediale possono sviluppare e intrattenere con il testo letterario. Da una prospettiva comparatistica, lo sviluppo delle conoscenze culturali, di cui ogni relazione interartistica è espressione, è fondamentale ai fini di una valutazione letteraria approfondita e articolata.
  • Odeporica e esperienza del viaggio. Da questo punto di vista, il testo letterario può comportare il rinvio a situazioni di ordine personale, come ad esempio l’evocazione della tematica viatoria, la sua esperienza e la sua drammatizzazione attraverso l’atto della scrittura. D’altronde, le attestazioni dell’“altro”, di cui un’opera letteraria è inevitabilmente espressione, possono affiorare nelle maglie di una scrittura che reca i segni di una dimensione culturale e linguistica plurale, vissuta e fatta propria dallo scrittore e da questi restituita nel testo attraverso le dinamiche di un immaginario individuale e, spesso, collettivo: è in virtù di ciò che si proiettano e si fissano nel testo letture e modelli di pensiero attraverso i quali dialogano, più o meno facilmente, il sé e l’ “altro”, alimentando un’esperienza culturale trasposta nel testo letterario.
  • Imagologia. Le immagini letterarie sono attori di assoluto rilievo nel processo di comunicazione del messaggio e di rappresentazione dell’alterità all’interno del testo letterario. Attraverso di esse si veicolano contenuti linguistici, sociali e culturali: la rappresentazione letteraria dell’“altro” “passa” molto attraverso il filtro di famiglie di immagini iconiche, verbali, inconsce, da quelle dei media a quelle ancor più diversificate del mondo della pubblicità, da quelle pittoriche e fotografiche a quelle verbali. Oggi le immagini alimentano immaginari nei quali la componente scopica si affianca a quella linguistica e a quella mentale fino a definire uno spazio privilegiato per la lettura e l’interpretazione della realtà che ci circonda: l’essere accompagnati da immagini che l’evoluzione nel campo delle tecnologie diversifica ulteriormente assegnando loro nuovi modi di esistenza e di contatto, determina in noi la tendenza a sviluppare il nostro pensiero proprio per immagini. (Pageaux, 1994; Proietti, 2008).

 

Ognuno dei percorsi critici qui sinteticamente proposti conduce alla codificazione di meccanismi ideologici portanti per la costruzione di un sistema assiomatico a sua volta necessario per inquadrare complessivamente la ricezione dell’opera letteraria in una prospettiva culturale. Esso si fonda sull’ipotesi di agganciare questo modello ermeneutico allo stato delle “dinamiche di relazione” esistenti fra la produzione stessa dell’opera (dimensione autoriale) e l’insieme dei fenomeni che concorrono alla produzione dell’opera stessa e che, da quello statuto (ricettore, fruitore), esercitano un condizionamento o un orientamento sull’opera letteraria in termini morfologici, tematici, intermediali, interartistici.

Attraverso questo numero dedicato, Interartes vuole dunque sottolineare che l’analisi e l’interpretazione della dimensione “straniera” devono tenere conto di aspetti relazionali esistenti fra la cultura emittente e la cultura ricevente: senza l’adozione di questa prospettiva, lo studio della ricezione critica o letteraria, rischierebbe di confinarsi ad essere un’appendice della storia letteraria.

 

 

Modalità

I testi proposti, che avranno un impianto teorico, metodologico o analitico con premesse teoriche, devono essere inediti e redatti in word, nel rispetto delle norme editoriali della rivista, pubblicate sul sito e saranno sottoposti a valutazione in doppio cieco.

Lingue accettate: italiano, inglese, francese, tedesco, spagnolo.

Gli articoli vanno inviati, accompagnati da una breve notizia bio-bibliografica e da un abstract in lingua inglese, entro il 30 luglio 2026 all’indirizzo: [email protected].

Il numero, curato dal Prof. Paolo Proietti, verrà pubblicato nel mese dicembre 2026.

 

 

Bibliografia essenziale di riferimento:

Even-Zohar I. (1978), The Position of Translated Literature within the Literary Polysystem, in Even- Zohar I., Papers in Historical Poetics, Porter Institute for Poetics and Semiotics, Tel Aviv.

Freeman M.,  Rampazzo Gambarato R. (eds.) (2018), The Routledge Companion to Transmedia Studies, Routledge, London.

Fusillo M., Lino M., Faienza L., Marchese L. (eds) (2021), Oltre l’adattamento? Narrazioni espanse: intermedialità, transmedialità, virtualità, il Mulino, Bologna.

Proietti, P. (2008), Specchi del letterario: l’imagologia, Sellerio, Palermo.

Proietti P., (2014), «Voix et imaginaires nouveaux dans les lettres de l’Italie contemporaine», Diogène, «Passages, frontières, métissages», 246-247.

Proietti P. (2018), Imagologia e traduzione: la rappresentazione dell’Altro attraverso il viaggio del testo, in Sinopoli F., Moll N. (a cura di), Interpretare l’immagine letteraria dell’alterità: prospettive teoriche e critiche comparate, Lithos, Roma.

Segers, R. T. (1997), «La Scuola di Costanza: Jauss e Iser», in J. Bessière, E. Kushner, R. Pageaux D.-H. 1994, La littérature générale et comparée, Armand Colin, Paris.

Tompkins J. P. (ed.) (1980), Reader-Response Criticism. From Formalism to Poststructuralism, The Johns Hopkins UP, Baltimore.

«Traduzione intersemiotica e nuove forme di testualità – Intersemiotic translation and new forms of textuality», Comparatismi, II, (2017).

Sisto M. (2019), Traiettorie. Studi sulla letteratura tradotta in Italia, Macerata, Quodlibet.

Toury G. (1995), The Nature and Role of Norms in Translation, in Toury G. Descriptive Translation Studies and Beyond, John Benjamins, Amsterdam-Philadelphia.