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Artificial Intelligence and Digital Ontology between Literary Visions, Technological Perspectives and Legal Challenges

Responsabile: Paola Carbone, Andrea Carignani, Vanessa Gemmo, Giuseppe Rossi

Anno 2019

La ricerca mira a indagare le sfide dell'intelligenza artificiale ai concetti di 'volizione' e 'identità' dal punto di vista interdisciplinare.

E' innegabile che siamo entrati in una fase della cultura digitale tanto seducente quando difficile da definire, sebbene sia variamente descritta da scienziati, filosofi, artisti e scrittori. Laddove le categorie di umano, transumano e postumano aiutano a decodificare culturalmente le cornici di riferimento della società tecnologica, le nuove relazioni uomo-macchina (vedi 5G, Internet delle cose, machine e deep learning) stanno per trasformare per sempre i ns stili di vita e comportamenti, o quanto meno questo ci fanno credere. Nell'immaginario comune, da un parte l'IA ci verrebbe incontro per 'aiutarci', ma dall'altra una sua possibile deriva consisterebbe nel controllo della società umana, con conseguenze sistematicamente discriminanti ed inique (vedi uso commerciale dei dati personali, ruolo degli algoritmi nella produzione e distribuzione di informazioni sensibili, ecc.). 

Mentre deve essere riconsiderato il concetto di equità, l'IA evoca la necessità di una revisione dei principi fondamentali di 'soggetto legale' e 'oggetto di diritto' basati sulla 'volizione', nel senso di capacità di formare ed esprimere una volontà che abbia conseguenze giuridiche. Mentre scienziati e tecnologi devono rendere chiari i contorni delle reali possibilità offerte oggi dall'evoluzione scientifica e tecnologica, la legge e la letteratura godono di prospettive privilegiate su una situazione ontologicamente ed epistemologicamente incerta. Di fatto oggi si dovrebbe garantire un uso etico dell'IA (roboethics).