Il Facilitatore: la nuova professione per l’innovazione e la gestione aziendale

Diventare facilitatore è una nuova professione e una grande qualità professionale da aggiungere ai propri talenti per lavorare con profitto e realizzazione personale.

Direttore scientifico Augusto F. Sylwan
Coordinatore didattico Matteo Catullo

Descrizione

LA FACILITAZIONE

Possiamo definire il Facilitatore come
Chi contribuisce alla struttura e al processo di interazioni per far sì che i gruppi siano in grado di funzionare in modo efficace e permettere di prendere decisioni di alta qualità. Il suo obiettivo è quello di sostenere gli altri per permettergli di raggiungere i loro obiettivi.

In cosa consiste una sessione facilitata?
Una sessione facilitata è un incontro altamente strutturato in cui il facilitatore guida i partecipanti attraverso una serie di passi predefiniti per arrivare a un risultato che sia creato, compreso e accettato da tutti i partecipanti, che permetta di arrivare alla soluzione del problema e alla presa di decisioni corrette ed efficaci.   

FacilitatoreIl facilitatore è già, e lo diventerà sempre di più, una figura essenziale nell’equipe di ogni Azienda che si prefigga di dare una risposta immediata ai cambiamenti e alle sfide competitive.
Migliorare la comprensione dei problemi, prendere corrette decisioni, agire nella giusta direzione e molte altre sono situazioni aziendali quotidiane che hanno e avranno sempre più bisogno di un facilitatore professionale. 
Nel futuro la sfida sarà sempre più quella di formare facilitatori per potenziare l’innovazione, per migliorare il funzionamento aziendale, per avere successo nel mercato, sempre più dinamico e in trasformazione.
Per l’innovazione aziendale occorre: ricercare, ideare, chiarificare, implementare.
La facilitazione attiva un percorso attraverso l’individuazione di desideri, problemi, idee, soluzioni ed azioni attese ed utili. Fornisce inoltre una preparazione e rassicurazione che permette all’azione di essere compiuta realmente o in modo simbolico.
La disciplina nell’uso di processi e strumenti è alla base per individuare momento per momento quello che necessita il “cliente”, lavorando ed elaborando in modo creativo le informazioni che egli stesso ci fornisce.
Alla base della facilitazione è la creazione del clima necessario perché le persone possano esprimersi.
Occorre quindi valutare e preparare gli elementi base del clima attraverso riflessioni sulle 5W+1H  (Dove?, Quando? Come? Chi? Che cosa? Perché?) relative all’oggetto della facilitazione ed alla composizione del gruppo.
La presenza del facilitatore deve tendere alla neutralità. Quindi le istruzioni devono essere accuratamente preparate e sintetiche, i suoi interventi solo tecnici e relativi al processo e non ai contenuti. Le relazioni con i partecipanti rispettose e generose in termini di ascolto.La possibilità di offrire alle persone altri punti di vista è l’essenza della facilitazione. Attraverso parole, immagini, simboli, ed esperienze altrui possiamo attivare risonanze per osservare parti di noi stessi ignote.

Come eliminare le riunioni improduttive in Azienda?
Una ricerca in UK stima che 27,5 bilioni di sterline (€32 miliardi) di forza lavoro sono sprecati in meetings inefficaci e improduttivi (In Italia non esistono ricerche in proposito ma è possibile prevedere risultati simili). La ricerca rivela anche che gli impiegati spendono una media di 8 settimane del loro tempo in meetings dei quali il 30% è improduttivo.
I temi delle riunioni e i problemi riscontrati e da risolvere sono molteplici: team building, pianificazione strategica, gestione di progetti, risoluzione di conflitti, branding, creazione di nuovi prodotti, riunioni di managers o consigli di amministrazione, conferenze o public speaking, ecc. ecc.
La figura professionale che può intervenire per rendere queste riunioni cooperative e produttive è IL FACILITATORE. 
Perché mette in campo tecniche e strumenti, atte a guidare il gruppo verso l'obiettivo modificando o correggendo le dinamiche interne.
Il facilitatore è in sostanza l'enzima che -senza necessariamente far parte integrante del processo o del problema da risolvere- lo attiva e permette il suo naturale sviluppo.  In sostanza, il facilitatore è il catalizzatore dei processi e l’innovazione aziendali.
Accellera, guida. conduce verso l'obiettivo, spesso perso o deviato da dinamiche interne ai gruppi che hanno bisogno di un conduttore imparziale, tecnicamente preparato per attivare le parti migliori del gruppo e rendere efficace ed efficiente ogni incontro. La figura del facilitatore è sempre più richiesta dalle aziende che capiscono la necessità di contrastare con efficienza la competitività crescente del mercato. E' un ruolo determinante per attivare e generare processi interni e risultati positivi. 

Obiettivi formativi
  • Comprendere l'importanza della pianificazione nella facilitazione (obiettivi, persone, processi, clima, tempo, spazio...)
  • Come dare e ricevere feedback costruttivi
  • Definire il nostro stile di facilitazione e di come migliorarlo
  • Esplorare gli strumenti e le metodologie di facilitazione in diversi settori ed applicazioni aziendali
  • Scoprire dove e quando è necessario l’intervento del facilitatore
  • Quali sono le tecniche, gli strumenti e le abilità richiesti
  • Come sbloccare le potenzialità dei gruppi di lavoro
Destinatari del corso

Neolaureati/e, Laureandi/e, Manager esperti o all’inizio della propria carriera, Nuovi imprenditori/imprenditrici responsabili di start-up e i loro collaboratori, impiegati nelle aree di servizi di formazione e/o human resources.


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Durata del corso: 80 ore
Inizio corso: da metà gennaio 2018

Chiusura preiscrizioni: dicembre 2017

Orario lezioni
venerdì dalle 15 alle 19
sabato dalle 9 alle 13

Costo: € 2.400,00 + IVA


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