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December 1, 2016

Social Media Power 2016

Facebook, LinkedIn, YouTube ed Instagram, scopri come renderli il più potente strumento per trasformare le tue passioni in vere opportunità lavorative e per la tua carriera. Questi e molti altri saranno gli argomenti del workshop con tutte le nuove tendenze internazionali del 2017.

Per spiegare come ottenere il massimo dai social network, il prossimo 21 dicembre si terrà l’ormai annuale appuntamento con il Social Media Power 2016. Il docente di questa edizione sarà Luca Catania, uno dei maggiori esperti italiani di digital marketing e comunicazione persuasiva.

All'evento potranno partecipare tutti gli studenti IULM. L'assenza alle lezioni sarà autorizzata dai docenti.

Inoltre, alla fine del corso, riceverai un attestato di partecipazione ufficiale firmato dai docenti. Avrai anche la possibilità di scaricare la versione digitale dell’attestato autenticata da un link con codice univoco e pubblicare il badge digitale sul tuo profilo LinkedIn o inserirlo all’interno del tuo CV.

La partecipazione al corso è a pagamento. A questo link troverai uno speciale sconto riservato agli studenti IULM.

*Leggi di seguito l'intervista a Luca Catania, esperto internazionale di Digital Marketing e Comunicazione persuasiva, a cui abbiamo chiesto alcuni consigli da condividere con i nostri studenti.

Nell'era di internet e dei social media avere una online reputation adeguata è fondamentale anche per entrare nel mondo del lavoro, qual’ è la tua esperienza a riguardo? Puoi farci qualche esempio pratico?

Per rispondere alla tua domanda dobbiamo prima chiarire il concetto di “reputazione online”. A mio avviso si fa ancora molta confusione tra reputazione online e personal branding. Provo a spiegare brevemente la differenza. La tua reputazione online è quello che è possibile trovare di te sulla rete che altri dicono sul tuo conto. Il personal branding, invece, è crearsi una posizione unica sul mercato (esattamente come per un “brand” tradizionale) producendo contenuti in maniera attiva (pensa a Pif, ad esempio). Ma torniamo alla domanda: la mia esperienza è molto pratica; non esiste più nessun recruiter/head hunter che non utilizzi internet per raccogliere informazioni sui canditati. LinkedIn, ad esempio, è molto usato proprio a questo scopo ma c’è un “ma”. Come viene utilizzato realmente e soprattutto quali sono le “informazioni che contano davvero”? Se pensi a quello che ho ti ho detto quando ho definito la “reputazione online”, è chiaro che anche su LinkedIn, oltre a quello che dichiari di saper fare e alle tue esperienze lavorative, quello che conta davvero – che fa la differenza tra due candidati con simili caratteristiche – sono le raccomandazioni! La mia esperienza dunque è questa: se non coltivi rapporti e relazioni con le persone con le quali hai fatto esperienze lavorative o progetti, stai perdendo il tassello più importante della reputazione online. Quanti profili hai mai visto con più di 5 raccomandazioni su LinkedIn? Pochi. E sai perché? Semplicemente perché in molti pensano che questo debba accadere in modo automatico e davvero pochi, invece, ne capiscono la reale importanza investendo tempo per chiedere (con i dovuti “modi”) una raccomandazione (nota bene: anche se non hai esperienze lavorative, puoi sempre chiedere una raccomandazione dopo uno stage o ad un professore col quale hai sviluppato un progetto). Se vuoi puoi dare un’occhiata al mio profilo personale su LinkedIn; se ti contattassi e ti chiedessi una partnership, pensi che risulterei credibile ed affidabile? Con una buona reputazione online, hai almeno il 50% di chance in più di ottenere un lavoro, di trovare un partner per un progetto, di ottenere fondi per una tua iniziativa (sponsorship).

Ci sono differenze fondamentali tra la presenza nei vari social? Quali canali sono più adatti per uno studente universitario che voglia utilizzare i social non solo per divertimento, ma anche pensando al proprio futuro o per guadagnare qualcosa nel presente?

Ogni Social ha le sue caratteristiche precise e l’errore più ricorrente è proprio quello di accomunarli tutti sotto un grande ed un concetto di “social network”. Mettiamola così, LinkedIn è come il solfeggio per chi studia musica. Vedilo come il Social che non può mancare a prescindere da quale sia la direzione che vuoi dare alla tua carriera. Sia che tu voglia creare una tua azienda, sia che tu voglia lavorare per qualcuno, LinkedIn sarà sempre il tuo “pedigree” online che ti tornerà utile nei momenti importanti della tua vita lavorativa. Per quanto riguarda gli altri social, tutto dipende da quali sono le tue passioni e la “forma” che vorresti dare alla tua immagine online. Ti faccio qualche esempio:

* se farti spazio nel campo della moda o del turismo usa
Instagram e Pinterest 
* se vuoi crearti una reputazione come giornalista/copywriter usa Twitter
* se vuoi costruirti una posizione online come esperto di marketing usa YouTube

Precisiamo un concetto: in realtà i social da soli non servono a molto. Quello che fa la differenza è la strategia e, chiaramente, i contenuti. Inoltre, come avrai intuito, in questo caso oltre la tua reputazione è fortemente legata a quello che produci e distribuisci; in altre parole se vuoi iniziare a crearti una piccola fonte di guadagno, più che sulla sola reputazione online, devi iniziare a lavorare sul tuo personal branding.

E' vero che alcune persone sono più portate di altre ad essere "social" o si tratta di un luogo comune? Qual’ è la tua esperienza a riguardo, chiunque può imparare a migliorare la propria social media reputation?

Come ti dicevo ad inizio intervista, la tua reputazione, in realtà, puoi affidarla alle persone con le quali lavori chiedendo ad esempio di scrivere una raccomandazione su di te. In questo caso, quindi, non si tratta di essere portati o meno verso i social ma di curare le relazioni personali nella vita reale. Naturalmente, qualora volessi dare una spinta alla tua reputazione online, devi iniziare a curare il personal branding ed in questo caso devi avere le idee chiare sull’obiettivo che vuoi ottenere, sul tempo che ti servirà dedicare alle tue attività online, sui social più adatti a te (vedi risposta precedente), e soprattutto sulle strategie. Per mia esperienza tutti possono imparare. Poi si tratta di passare dal “dire” al “fare”, rimboccarsi le maniche, applicare quello che hai imparato ed essere consapevoli che una formula per ottenere risultati in una settimana lavorando solo due ore al giorno (e senza sapere cosa fare), non esiste.

Vista la tua esperienza lavorativa e di docente in tutto il mondo, quali sono secondo te i punti di forza di uno studente italiano? Dove invece in altri paesi sono più avanti e c’è bisogno di apprendere alcune tecniche per colmare il gap?

Senza dubbio quello che ho notato lavorando molto all’estero, è che soprattutto i giovani sono molto più dinamici e determinati a crearsi qualcosa di proprio piuttosto che ad aspettare un “posto di lavoro”. Per me il paradosso è che proprio in Italia, dove purtroppo non è facilissimo trovare il lavoro ideale, un atteggiamento più propositivo sarebbe proprio quello che potrebbe aiutare il mercato a ripartire e i giovani ad essere economicamente indipendenti molto più velocemente. In Italia abbiamo accesso diretto a storia, cultura, moda, architettura, e anche tecnologie innovative che, credimi, ci invidiano da tutte le parti del mondo. Ho personalmente conosciuto studenti in architettura, moda e design, che pagherebbero oro per poter fare uno stage in Italia, poter vedere di persona cose che hanno solo visto su YouTube o un testo scolastico. Il vero GAP è per me l’atteggiamento che abbiamo nel nostro paese. Dovremmo credere un poco di più in noi stessi e che non sempre serve una “raccomandazione” per ottenere qualcosa. 

Quali sono le maggiori difficoltà nell'accrescere la propria online reputation e come possono essere affrontate?

Aspettare. La maggiore difficoltà, ancora una volta, è l’atteggiamento che abbiamo verso quello che vogliamo ottenere. Aspettiamo di aver completato un percorso di studi, aspettiamo di avere già delle esperienze lavorative, aspettiamo che sia il momento giusto, aspettiamo di avere l’idea giusta e perfetta. Il secondo aspetto critico è l’assenza di strategie. Non basta postare una foto al giorno su Facebook, Tweettare costantemente o pubblicare foto su Instagram 10 volte a settimana. Questo però è spesso quello che accade. Questo è quello che viene scambiato per strategia. Se non vuoi sprecare tempo ed energie, la cosa migliore è formarsi e trovare l’approccio più adatto a te (e non fare “copia/incolla” di cose viste in giro).

E' utile guardare i profili di chi è già un influencer?

No. Non lo è per diverse ragioni: guardando quello che un influencer fa adesso perdi di vista tutto ciò che è stato necessario per arrivare al punto in cui è; guardando il successo che ha un influencer, pensi che qualcosa non stia funzionando in quello che stai facendo perché i tuoi post “ottengono molti, molti, meno like dei loro”. Ricorda che un influencer ha lavorato molto sul suo personal brand, ha faticato tanto. Non tutti possono essere degli influencer e per la tua vita lavorativa è meglio lavorare in modo corretto sulla tua reputazione online e mirare più in alto una volta che hai le idee chiare.

Quali altri consigli daresti ad uno studente universitario che voglia accrescere la propria online reputation?

Non perdere occasione per conoscere nuove persone, per sperimentare idee e progetti con colleghi ed amici, divertirti facendo quello per cui hai passione. Condividi le tue esperienze, i tuoi successi ma anche i tuoi fallimenti. Sii reale. Le relazioni, quelle vere, e le giuste strategie, daranno la migliore e più forte spinta alla tua reputazione online.

Perché è importante seguire un corso come il social Media Power per tenersi sempre aggiornati?

Non è tanto per tenersi aggiornati ma per vedere da dietro le quinte i meccanismi che si nascondo dietro al successo di chi sa come sfruttare i Social Media per crearsi una forte reputazione online, essere allettanti agli occhi di recruiter e head hunter, sviluppare una strategia di personal branding su misura per te e magari crearsi un lavoro piuttosto che aspettarne uno.

 

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