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October 25, 2017

Nuovo Teatro Galeotto

Progetto NUOVO TEATRO GALEOTTO

A cura di Valentina Garavaglia (IULM) e di Michelina Capato (Coop. E.s.t.i.a.)

In Italia il teatro in carcere è ormai una realtà diffusa. Da quando nel 1988 Armando Punzo cominciò l’esperienza della Compagnia della Fortezza nella casa di reclusione di Volterra, i laboratori, gli spettacoli, le attività teatrali con i detenuti sono cresciute sempre di più, con obiettivi, scopi e metodologie molto diversi fra loro. Il teatro in carcere è diventato uno strumento attraverso cui riflettere in merito alle possibilità di cambiamento dei detenuti, ma è anche, e soprattutto, uno strumento di collaborazione per la trasformazione del mondo carcerario a sostegno della legislazione più avanzata, che persegue l’obiettivo del reinserimento in società di chi vive l’esperienza del carcere

In cosa consiste realmente il cambiamento? Come l'attività teatrale agisce sull’individuo? Perché il teatro in un carcere dovrebbe essere rieducativo e contribuire al reinserimento sociale? Proprio per rispondere a queste e molte altre domande giovedì 9 novembre, presso Il Casa di Reclusione di Milano – Bollate, in occasione dell’inaugurazione del progetto Nuovo Teatro Galeotto, si terrà la Giornata di studi internazionale “Il Teatro In Carcere Come Spazio Di Relazione Partecipata”

Il progetto Nuovo Teatro Galeotto nasce dalla collaborazione della Cattedra di Fondamenti di teatro moderno e contemporaneo dell’Università IULM con la Cooperativa e.s.t.i.a., che da molti anni svolge attività teatrali all’interno del Carcere di Bollate.

Il progetto, finanziato da Regione Lombardia e dal Dipartimento di Comunicazione, arti e media dell’Università IULM, prevede, inoltre, la partecipazione di numerosi partners.

La giornata sarà caratterizzata da una serie di interventi di studiosi e operatori che si occupano di teatro in carcere e teatro nel sociale in genere, da un workshop rivolto agli studenti e dalla messinscena dello spettacolo dei detenuti-attori del carcere di Bollate coordinati da Michelina Capato Sartore della Cooperativa e.s.t.i.a.

Un progetto che entra a far parte del ventaglio di iniziative con cui IULM si apre al territorio per rendere accessibile a tutti il patrimonio di sapere che l’Ateneo custodisce. Un’attività che si auspica possa attivare una riflessione multiprospettica in merito alla specificità ed eventuale utilità del praticare teatro in ambiti di marginalità e reclusione.

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